A cura della Redazione
Deiulemar, fissata la data di ammissione al passivo per i creditori Va avanti la procedura giudiziaria che interessa la Deiulemar Compagnia di Navigazione SpA. La sezione fallimentare del Tribunale di Torre Annunziata ha diffuso una nota diretta a tutti i creditori, nella quale, tra le altre cose, si comunica che è stata fissata la data dell’adunanza dei creditori per l’esame dello stato passivo. Il 25 ottobre 2012, alle ore 10.00, gli interessati dovranno presentarsi davanti al Giudice Delegato, nel suo ufficio ubicato nella sezione fallimentare del Palazzo di Giustizia oplontino. Le domande di ammissione al passivo, anche relative alla titolarità di diritti reali o personali sui beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallimento, possono essere presentate dagli aventi diritto o da loro delegati entro il termine perentorio di trenta giorni prima dell’adunanza. Vale a dire entro il 25 settembre. La legge prevede che le domande inoltrate successivamente a detto termine, e non oltre i dodici mesi successivi al deposito di esecutività dello stato passivo, saranno considerate tardive (e come tali trattate). Decorso quest’ultimo termine e, comunque, fino all’esaurimento di tutte le ripartizioni dell’attivo fallimentare, le domande tardive saranno ancora ammissibili, purché venga dimostrato che il ritardo è dipeso da causa non imputabile al creditore. Nei termini indicati, il ricorso contenente la domanda di ammissione al passivo va depositato presso la Cancelleria del Tribunale, e può essere sottoscritto dai creditori personalmente o per il tramite di un legale munito di regolare procura. Il ricorso dovrà contenere: l’indicazione della procedura e le generalità del creditore, complete di codice fiscale e partita IVA; la determinazione della somma che si intende insinuare al passivo (i relativi interessi ed il maggiore danno per svalutazione monetaria, se richiesti, vanno specificati in un allegato prospetto di calcolo), ovvero la descrizione del bene di cui si chiede la restituzione o la rivendicazione; una succinta esposizione dei fatti e degli elementi di diritto che costituiscono la ragione della domanda; l’eventuale indicazione di un titolo di prelazione, nonché la descrizione del bene sul quale la prelazione si esercita, se questa ha carattere speciale; l’indicazione del numero di telefax, l’indirizzo di posta elettronica o l’elezione di domicilio in un Comune del circondario ove ha sede il Tribunale, ai fini delle successive comunicazioni. Nella nota del Tribunale di Torre Annunziata, firmata dai curatori fallimentari Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello, vengono inoltre precisati i casi in cui sono inammissibili i ricorsi e le modalità per l’esibizione della documentazione da esibire in allegato. Giova ricordare che parallelamente alla procedura fallimentare è sotto esame un reclamo del 24 maggio scorso contro la sentenza che ha decretato l’avvio della procedura concorsuale. Il ricorso degli avvocati è stato depositato in Corte di Appello. Sono alla base del reclamo presentato dall’avvocato Astolfo Di Amato, che tutela la Deiulemar, numerosi vizi che, se accolti, potrebbero rendere nullo il fallimento e riaprire la strada ad un possibile nuovo concordato già prefigurato in via ipotetica con proposte migliorative rispetto a quelle formulate in prima istanza. Il ricorso è stato depositato dagli avvocati Astolfo Di Amato, Alessia Di Amato, Francesca Paola Rinaldi e Raffaella Argenzio, su delega del legale rappresentante pro tempore della Deiulemar, Roberto Maviglia. A fondamento della dichiarazione di fallimento della Deiulemar, pronunciata il 2 maggio scorso, ci sono un’esposizione debitoria complessiva che supera i mille milioni di euro (un miliardo), derivanti dalla emissione di “certificati al portatore” (per circa 700 milioni), e l’impossibilità della società di corrispondere agli obbligazionisti gli interessi maturati in relazione ai titoli posseduti. Permane inoltre un fascicolo d’indagine penale presso la Procura della Repubblica di Torre Annunziata a supporto del quale c’è il sequestro delle carte contabili da parte della guardia di finanza nella sede della società armatoriale di via Tironi a Torre del Greco. Si sa già che ci sono cinque gli indagati per associazione per truffa, uno dei quali deceduto, lo storico capitano Michele Iuliano, morto d’infarto nella prima mattinata del 9 maggio mentre le fiamme gialle perquisivano la sua abitazione. MARIO CARDONE