A cura della Redazione
C.mare di Stabia. La città fuori dal Put, Scala: «Scelta criminale» «È criminale chi propone la fuoriuscita di Castellammare di Stabia dal Put (Piano urbanistico territoriale, ndr), ed è criminale chi sostiene questa scelta». Ad affermarlo è il responsabile Enti Locali di Sel Napoli, Tonino Scala (foto). «La città, la provincia di Napoli - prosegue Scala - ha bisogno di un piano di sviluppo serio che definisca con chiarezza e con una prospettiva di insieme quale deve essere il futuro del territorio. In una legge che ha come titolo la tutela ambientale, si prova a sventrare una costa e un territorio che merita rispetto. Chi bisogna favorire? Quali imprenditori? Perché ci si nasconde dietro la città e ai suoi problemi? Qui si tratta di affari punto e basta. Leggendo la proposta di legge - continua Scala -, s’intravede con tratti marcati il disegno di un legislatore che conosce bene territorio e imprenditori, costa e manufatti che non possono rientrare nell’attuale piano casa. È l’ultimo pezzo di un puzzle per mettere le mani sulla città e sulla costa. Anche uno sprovveduto che legge il disegno di legge in questione vede nella norma l’area dell’ex Cirio, dell’Avis e della zona a mare. L’ultima occasione per consentire ai soliti amici del circoletto di arricchirsi e deturpare costa e futuro dell’ex area industriale. Nessun disegno strategico o attività di natura imprenditoriale, ma solo case, case e ancora case. Non di sole case vive l’uomo! Criminali e incoscienti: la politica batta un colpo. La costa ha bisogno ancora di case? La costa non è abbastanza conurbata? Che carico deve ancora subire? Cui prodest? Ai soliti noti! Chi pensa che le case siano la soluzione al dramma occupazionale dell´area stabiese o è ubriaco, o è favorevole a una semplice speculazione edilizia. Siamo alle solite, i signori del mattone provano a fare gli ultimi affari dopo aver distrutto con il cemento la provincia di Napoli utilizzando la crisi e i drammi che vivono le famiglie di un’area deindustrializzata. La cosa che più mi lascia sbigottito - afferma l´esponente di Sinistra Ecolgia Libertà - è la politica che s’inchina a scelte scellerate! Dopo aver distrutto un piano casa, approvato nella precedente legislatura, consentendo, di fatto, di costruire finanche sul Vesuvio, oggi si riprendono l’ultimo lembo di costa che non rientrava per vincoli in quell’omicidio edilizio, che il partito del mattone, ha imposto a un consiglio regionale fuori di senno. Bisogna con tutti gli strumenti a disposizione bloccare questo disegno criminogeno. Una colata di cemento che seppellirà il futuro della provincia di Napoli! Un appello alle forze politiche di opposizione in consiglio regionale e al buon senso di quei consiglieri di centrodestra che amano il nostro territorio. Già in passato c’erano stati tentativi che andavano in quella direzione, tutti bloccati per fortuna da un consiglio regionale lungimirante. Abbassando i livelli di salvaguardia del territorio si aprono le porte alle speculazioni e alla camorra. Bisogna oggi più che mai tutelare il Put della Penisola Sorrentina-Amalfitana, perché nonostante il grande abusivismo che c´é stato in quelle aree, sanate, poi, dai tanti successivi condoni, il Put è servito a tutelare, in qualche modo, un paesaggio unico al mondo. Mi auguro - conclude Scala - possa esserci una riflessione vera, una presa di distanze da parte del Consiglio regionale».