A cura della Redazione
Pompei. Crolla intonaco da una domus, la denuncia dei sindacati Prosegue il bollettino dei crolli negli scavi di Pompei, mentre si attende la partenza di lavori pubblici di recupero del sito archeologico con il finanziamento di 105 milioni di euro elargiti dalla Comunità Europea. L´ultimo stacco d’intonaco da un muro è stato rilevato dai custodi nella giornata di venerdì. A crollare è stato un grosso pezzo d’intonaco di colore rosso pompeiano all’interno di una domus anonima. Vale a dire identificabile solo con le coordinate dell’antica città romana. La casa anonima (non sono state trovate, infatti, iscrizioni in sito) si trova nell’area nord del parco archeologico, più precisamente al Regio V insula IV, poco distante dalla domus di Marco Lucrezio Frontone. La casa, attualmente sotto studio di un team d’archeologi stranieri, ha subito il distacco di un grosso pezzo d’intonaco tinto di rosso pompeiano che ha dato luogo all’ormai solito iter procedurale: prima il sopralluogo del direttore Antonio Varone; nello stesso tempo è partita la denuncia del sinistro alla magistratura e la successiva visita dei carabinieri che hanno messo sotto sequestro la casa danneggiata e redatto la relazione di rito che andrà ad ingolfare il già corposo dossier sui crolli negli scavi di Pompei, aperto dalla Procura di Torre Annunziata nell’attesa di un giudizio finale sulle responsabilità di tanti crolli che stanno impoverendo un monumento importante della storia dell’umanità e danneggiando l’immagine turistica della città. Per quanto riguarda tutti questi crolli, se c’é oggettivamente la causa dei fattori climatici (pioggia e vento), indubbiamente incide anche la qualità della manutenzione e della tutela più generale di tutta l’area. Bisogna dire che se questa volta la Direzione degli Scavi ha le carte in regola riguardo la denuncia del danno, non c’è stato, invece, il consueto comunicato alla stampa per cui a molti la notizia è arrivata dai sindacati, che non si sono fatti sfuggire l’occasione per reclamare l’assunzione di altri custodi perché i 27 che in ogni turno si avvicendano negli scavi di Pompei sono oggettivamente insufficienti a tenere il parco archeologico vesuviano sotto controllo 24 ore su 24. “Sulla partita della distribuzione di personale all’interno della Sanp non faremo sconti a nessuno – ha minacciato il sindacalista Cisl, Antonio Pepe –. Cerchiamo di utilizzare al meglio i suoi 945 dipendenti”. MARIO CARDONE foto di repertorio