A cura della Redazione
Cava Sari, si riaccendono le proteste dei comitati antidiscarica Continua senza sosta il dibattito fra cittadini, movimenti antidiscarica e istituzioni sulla questione di Cava Sari. Dopo qualche mese di calma apparente, si riaccendono nuovamente gli animi di coloro che non si sono mai arresi alla cruda realtà dei fatti, legata alla discarica del Parco Nazionale del Vesuvio. Il campanello d´allarme, in verità, si era riacceso già qualche giorno fa, quando lungo le arterie cittadine e le aree abitate prossime alla discarica, si sono nuovamente accusati gli olezzi maleodoranti provenienti dal sito. I membri dei comitati, subito allarmatisi, dopo aver interpellato i sindaci dei quattro comuni vesuviani che sversano nella Cava Sari (Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno), si sono rivolti ai tecnici dell´impianto per chiedere quale sia la causa scaturente di questa nuova anomalia. Dopo un primo controllo, è stato riferito che l´impianto e le torcie per la captazione e la distruzione dei biogas erano in perfetto funzionamento e che i miasmi erano da associare a normale attività di dispersione in atmosfera dei gas provenienti dalle propaggini dell´immenso panettone formatosi. Una spiegazione che non fermato i comitati, decisi nuovamente a mettere in essere delle azioni di protesta evidenti per sensibilizzare gli addetti ai lavori e le istituzioni per una veloce chiusura dell´impianto, vista e considerata la situazione che oramai potrebbe diventare ingestibile soprattutto con l´avvento della stagione calda. A fornire una descrizione dettagliata dell´attuale stato dei fatti, dopo i lavori di riassetto attuati presso l´impianto, è l´ARPAC, che ha stilato una relazione frutto di un sopralluogo dei propri tecnici. In conseguenza a ciò vengono fatti i conti e diffusi dati sulla probabile chiusura della discarica che, secondo quanto precisato dalla ECODECO - società che gestice l´impianto - avrebbe una capienza residua che si aggirerebbe sulle 17 mila tonnellate, a fronte delle 723 mila tonnellate già depositate. In sostanza, la discarica dovrebbe chiudere i battenti fra 40 giorni se si riattivasse il normale flusso riservato ai 19 Comuni della zona rossa, oppure fra 18 mesi se continuassero a sversare solamente Boscoreale, Terzigno, Boscotrecase e Trecase. I rappresentanti dei comitati non ci stanno e chiedono l´immediata chiusura definitiva della discarica. Intanto, l´incontro tecnico con i rappresentanti locali e quelli regionali che dovrebbe decidere sul futuro dell´area, che avrebbe dovuto tenersi questa settimana, è slittato alla prossima e ciò farebbe pensare ad un ulteriore "prender tempo" da parte di chi effettivamente gestisce l´intera situazione. Nel frattempo, già da due giorni, la ben nota rotonda di via Panormica si è ripopolata di manifestanti, che hanno organizzato blocchi momentanei del transito dei veicoli. VINCENZO MARASCO