A cura della Redazione
Boscoreale. Cava Sari, tornano a protestare i cittadini Tornano le proteste a Terzigno e Boscoreale: durante la notte tra mercoledì e giovedì, la rotonda di via Panoramica è stata bloccata da un centinaio di manifestanti che sollecitano la chiusura della discarica cava Sari, l´avvio delle bonifiche e si oppongono al piano regionale dei rifiuti. La situazione della discarica è esplosiva: i miasmi ammorbano l´aria e il "panettone" di immondizia comincia a collassare. Si teme un ulteriore aumento dei conferimenti in cava Sari, ma in mancanza di un ciclo alternativo di gestione dei rifiuti potrebbe a breve verificarsi una nuova emergenza. In serata è prevista un´assemblea pubblica alla rotonda di via Panoramica. La denuncia di Francesco Servino, dell´assemblea federale degli Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei: "Fin dal primo momento ci siamo opposti all´accordo di programma tra sindaci vesuviani e Provincia di Napoli sostenendo la necessità di un intervento di tipo diverso e mettendo in evidenza quelle che ci sembravano preoccupanti carenze e incongruenze. Ad oggi, non è stato costruito un solo impianto di quelli promessi e l´accordo prevede l´apertura di una nuova discarica: si sta per rivelare un pericoloso boomerang per i comitati e le associazioni. Noi Ecologisti avevamo proposto un modello alternativo di gestione dei rifiuti, aperto alla cittadinanza: cooperative sociali, azionariato popolare, creazione di un indotto e di un ciclo realmente virtuoso di rifiuti che potesse fungere da esempio esportabile ovunque. Mi chiedo a cosa sia servita cava Sari se non ad aggravare ulteriormente una situazione di inquinamento allarmante: Terzigno è piena di discariche abusive in area Parco, vecchie discariche di Stato, amianto sparso ovunque, roghi tossici che bruciano in continuazione. Per di più dall´Europa si ostinano ad affermare che non esiste alcun nesso di causalità tra inquinamento dei nostri territori e insorgenza di patologie tumorali gravi". "E´ bene che la popolazione si prepari a un nuovo periodo di emergenza che potrebbe verificarsi di qui a breve. Mi auspico - prosegue ervino - una nuova stagione di impegno civico, ma nell´immediato potremmo essere costretti a bloccare di nuovo i camion per far valere le nostre ragioni. Mi chiedo quando protesteremo con la stessa veemenza per chiedere le dimissioni dei sindaci responsabili di questo scempio e ci faremo portavoci di un unico grande progetto che ci veda direttamente e comunemente coinvolti come cittadini. L´errore più grave è limitare tutto alle proteste: la frammentazione e la deriva politica dell´impegno sociale ci hanno arrecato un danno enorme. Senza un cambio di mentalità non andremo mai da nessuna parte e subiremo sempre i soprusi dello Stato". COMUNICATO