A cura della Redazione
Pompei. Scuole cattoliche, si cerca di scongiurare la chiusura Si è aperto uno spiraglio di speranza per la salvezza degli istituti professionali maschili e femminili gestiti dalla Chiesa di Pompei. L’iniziativa di una sottoscrizione mirante alla formazione di un fondo di garanzia dovrebbe salvare la permanenza delle due scuole. La decisione dell´Arcivescovo Carlo Liberati di sospendere le iscrizioni per il 2012, preclude all’intenzione del consiglio di amministrazione del Santuario di Pompei di procedere alla graduale chiusura dell’Istituto Professionale Industria ed Artigianato “Bartolo Longo” e dell’Istituto per i Servizi Sociali “Santa Caterina da Siena. Il motivo sarebbe il contenimento delle spese. Ora il direttore dei Fratelli delle Scuole Cristiane di Pompei, Giovanni Decina, ha preso l’iniziativa (a quanto pare concordata con l’Arcivescovo) di aprire una sottoscrizione a favore di un fondo di garanzia che dovrebbe salvaguardare la permanenza delle due scuole professionali. L’invito è stato rivolto ad ex alunni, volontari ed associati. A parte la formazione dei ragazzi, si teme anche per il futuro del personale docente e subalterno (una trentina di persone in tutto) anche se la chiesa ha garantito la salvaguardia dei posti di lavoro. A conti fatti, considerate le rette pagate dagli studenti (centocinquanta euro mensili mediamente per allievo) il disavanzo per la Chiesa di Pompei si aggirerebbe intorno ai 30 mila euro l’anno, che rappresenta la somma da reperire per non far chiudere gli istituti. Le due scuole professionali cattoliche di Pompei sfornano ogni anno tecnici dell’elettronica ed assistenti sociali di alta formazione, che trovano presto impiego o proseguono gli studi universitari con lusinghieri risultati. Esemplare la dedizione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ordine laico d’ispirazione lasalliana, invitato ad operare a Pompei nella gestione del centro educativo “Bartolo Longo”. Un secolo fa il Beato fondatore di Pompei vedeva nell’educazione scolastica la chiave di volta necessaria per elevare il livello morale e sociale della popolazione vesuviana. Non valgono più questi principi nella Chiesa cattolica italiana? A che servirebbe, allora, raccogliere a Pompei oboli che giungono ogni giorno da tutte le parti del mondo? MARIO CARDONE