A cura della Redazione
Pompei. Guerra in Libia, la verità di Fulvio Grimaldi Intenso dibattito al Pompeilab con la partecipazione del giornalista Fulvio Grimaldi, autore del film-documentario "Maledetta Primavera - Arabi tra rivoluzioni, controrivoluzioni e guerre NATO". Tutti hanno visto in televisione la fine disumana riservata al leader libico Gheddafi, aggredito e seviziato da una folla inferocita. Il Rais, prima della rivolta araba, era rispettato e temuto nei consessi internazionali. L’Italia poi, per evidenti interessi economici legati al petrolio, aveva rinsaldato l’amicizia nei suoi confronti. Indimenticabile il baciamani del nostro primo ministro Berlusconi, lo stesso personaggio che non si è fatto pregare due volte per concedere l’utilizzo dalle basi aeree italiane per l´aggressione che, nonostante le assicurazioni preventive, ha fatto tante vittime tra il popolo libico. Grimaldi accusa i media di complicità. Sta di fatto che il suo filmato contiene immagini, interviste e testimonianze mai viste prima. Perché altra stampa e televisione, dotate di mezzi maggiori, non le hanno fatte vedere? Sono immagini false o modificate nel loro significato originale? Qualcuno dovrà prendersi la responsabilità di rispondere a questo quesito. Chi, invece, domenica sera ha assistito alla proiezione del filmato al Pompeilab è rimasto turbato dalla crudezza dello scenario della guerra civile libica, con devastazione di scuole, distruzioni di ospedali e profanazioni di luoghi di culto. Corpi di donne e bambini straziati e seviziati. Dinanzi a tutto questo, parte della Sinistra radicale italiana, è rimasta silente sin dall’inizio dell’intervento NATO “a difesa del popolo libico”. Ora finalmente pare (probabilmente di fronte all’evidenza) stia elaborando un ragionato dissenso. E’ probabile che siamo di fronte ad una nuova aggressione internazionale ingiustificata, dopo quella dell’Iraq, ai danni di una popolazione del terzo mondo (importante solo perché produttrice di petrolio) da parte di potenze dell´emisfero occidentale. In quel caso la scusa fu il presunto armamentario bellico di Saddam Hussein, notizia che si è dimostrata essere un clamoroso falso. Nella vicenda libica, invece, a muovere l’intervento della NATO sarebbe stato lo sterminio di civili da parte dei miliziani di Gheddafi. Altro falso, secondo Grimaldi. MARIO CARDONE