A cura della Redazione
Pompei. L´ex assessore Uliano fonda "Per tutti noi Pompei" Fa capolino comn un comunicato, pubblicato anche su Facebook, e fa parlare nuovamente di sé l’ex assessore Nando Uliano (“colui che oppose il gran rifiuto”) annunciando la costituzione di “Per tutti noi Pompei”. L’intento dichiarato è di dedicare tempo ai problemi della collettività con lo scopo di sconfiggere l’indifferenza che è il male peggiore della politica. “Ho ricominciato ad operare nelle varie associazioni, laiche e cattoliche, presenti sul territorio. Con la stessa voglia e con lo stesso entusiasmo di sempre opererò spalla a spalla con altri cittadini per offrire un apporto alla collettività. Lo scopo è quello di recuperare il senso dei valori autentici nella ricerca disinteressata del bene comune. L´ assenza di questi riferimenti forti, la poca passione civile e la scarsa responsabilità hanno generato, a Pompei, una crisi profonda”. Ha spiegato nel suo documento Uliano che, come noto, ha sbattuto la porta lasciandosi alle spalle la partecipazione all’esecutivo cittadino, che aveva ottenuto in cambio delle dimissioni da consigliere comunale. Come è noto, il motivo ufficiale delle dimissioni è stato il modo arrogante con cui il primo cittadino di Pompei ha liquidato l’altro assessore Andreina Esposito nell’ambito della resa dei conti tra le due anime della maggioranza. Alla fine, “Unità e Impegno” ha ritirato l’appoggio a D’Aleassio che si è "consolato" con scampoli d’occasione alterando maggiormente (dal momento che aveva anche cambiato formazione politica) la fisionomia della sua maggioranza. Ora Uliano fa capire di aver assunto un comportamento autonomo anche rispetto alla sua originaria formazione (originata da due liste complementari al Pd). Difatti, mentre “Unità e impegno” ha dichiarato di volersi sciogliere confluendo nel partito diretto da Mazzetti a livello locale, Uliano ha dichiarato nel suo comunicato che nel Pd c’è grande confusione “perché i politici si “beccano” quotidianamente attraverso articoli e dichiarazioni, creando negli iscritti tanto disorientamento”. MARIO CARDONE