A cura della Redazione
Pompei. Scavi, le proteste dei sindacati. Assemblea l´8 settembre Non arriva ad un auspicato accordo il tavolo di concertazione del 30 agosto con la soprintendente Cinquantaquattro. Cisl, Uil e Unsa reagiscono con la convocazione di un’altra assemblea sindacale, fissata per l’8 settembre. In parole povere, significa un’altra chiusura per tre ore (dalle 8,30 alle 11,30) degli scavi di Pompei. Quali sono i problemi sul tappeto, che a quanto pare faticano a trovare una soluzione? In primis l’organizzazione del lavoro. I sindacati sono per utilizzare risorse dislocate presso il Museo Nazionale e presso gli altri siti archeologici della provincia di Napoli, mentre la Cinquantaquattro punta sulle assunzioni di settembre per risolvere il problema dei vuoti di organici negli scavi di Pompei. I sindacati sono del parere che le assunzioni previste dalla Circolare 330 del 4 agosto 2011 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali riguardano 25 funzionari (14 architetti, 9 archeologi e 2 amministrativi) mentre sono incerte le assunzioni di personale di sorveglianza. Il sindacato Cisl, a nome del suo segretario Pepe, sono per l’aumento dell’offerta culturale in tutti i siti archeologici della Soprintendenza Speciale, destinando compensi aggiuntivi al personale di sorveglianza, ritagliati sugli incrementi degli incassi. Si torna sempre sull’antico motivo della richiesta di incentivi per il personale degli scavi di Pompei, dovuti, secondo i sindacati, al semplice fatto che con un accordo sindacale hanno consentito l’apertura del lunedì, contribuendo in tal modo a maggiori incassi ai botteghini degli scavi archeologici vesuviani. “Un sistema privatistico che non può essere trascurato perché già operante presso il personale di sorveglianza dei siti archeologici vesuviani - fa sapere il sindacato Cisl -, dove si garantisce annualmente l’apertura dei monumenti 52 giorni in più rispetto a tutti gli altri istituti similari del Mibac. Inoltre - prosegue il volantino sindacale - per l’abolizione della chiusura settimanale, va aggiunto che per 365 giorni l’anno l’apertura al pubblico è anticipata di 30 minuti rispetto all’orario in vigore in tutti i siti ministeriali e privati”. Il sindacato fa i conti in tasca alla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, stabilendo che l’accordo sindacale sull’apertura di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplonti e Boscoreale nel 2010, a fronte dei 2 milioni 705 mila turisti, che hanno comportato un introito complessivo di oltre venti milioni di euro, solo nelle 52 giornate dei lunedì (che originariamente sarebbero state riservate alla chiusura settimanale) sono state registrate più di 339 mila, per un incremento d’incasso di 2 milioni 681 mila 429 euro. MARIO CARDONE