A cura della Redazione
C.mare di Stabia. Tonino Scala (SEL) scrive al sindaco Pubblichiamo la lettera inviata da Tonino Scala (foto), esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, al sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio. Caro sindaco ti scrivo così ti distraggo un po’, e siccome sei molto impegnato mai più ti scriverò… È tanto complicato capire che la questione è tutta politica? È così difficile comprendere che non trattasi di atti di tifoseria? È così complesso capire che qui si parteggia per la città e non per Bobbio o Vozza? Caro sindaco forse lei non sa, non gliene faccio una colpa, che in politica come nella vita esistono contrasti, punti di vista diversi, nella stessa famiglia come nello stesso partito. Sa quante volte io e Vozza ci siamo beccati? Tante. Sa quante volte capiterà ancora? Tantissime. Lo scontro più eclatante è stato quello sul piano regolatore, rivendico ancora quella battaglia. Comprendo anche che la sua cultura politica è legata alla premiership: bisogna ubbidire ad un capo. È questo l’atteggiamento della sua maggioranza, che si amplia sempre più grazie al suo “buon governo”. Contenti loro … Per cultura politica e personale non amo essere uno yesman, amo ragionare, amo confrontarmi. So che è complicato capire queste cose se non si ha una cultura democratica, non gliene faccio una colpa. Sa bene anche che ci sono stati momenti in cui ho condiviso le sue scelte, le sue prese di posizione quando era senatore, ed addirittura le ho mostrato solidarietà quando ingiustamente è stato attaccato. That’s buon senso! Oggi penso che ci siano delle ombre e incapacità nello gestire la cosa pubblica. Posso mai tacere sindaco? Detto questo che ci azzecca con le osservazioni fatte, con le cose che l’opposizione sta sostenendo. Caro sindaco, la campagna elettorale è terminata. Lo sappiamo abbiamo perso. Tanti gli errori che abbiamo commesso come centrosinistra, non c’è dubbio, non sarebbe onesto dire il contrario. Poi c’è stato il salto della quaglia e c’è stato anche il coraggio: no alle ammucchiate. Vogliamo ritornare a parlare della città? Sta amministrando? Lo sta’ facendo bene? È senza peccato? Allora perché fa di tutto per costruire mediaticamente una guerra Guelfi-Ghibellini che è solo nella sua testa? Quando lei afferma che farà di tutto per portare o meglio riportare la legalità sono il primo ad applaudirla e a seguirla. Però c’è qualcosa che non torna. Quando i cittadini del rione Cmi si vedono cambiare le carte in tavola e dalla sera alla mattina sotto il proprio naso si vedono edificare un impianto inquinante e contro legem, cancellando di fatto un progetto che prevedeva un impianto lontano dal centro abitato lontano dal quartiere. Le chiedo: è legale tutto questo? Di chi è il suolo in questione? Chi ledeva il progetto originario? Mi aspetto delle risposte, per fugare dubbi, nient’altro. Quando non viene utilizzato un sito di trasferenza in località Ponte Persica preferendo di lasciare la città nell’immondizia e avendo la brillante idea di costruirne uno in un quartiere densamente abitato. Mi chiedo: è legale questo? Sono camorristi quelli che difendono i propri figli? Non le sembra che può essere considerato camorrista anche chi impone con la forza una scelta assurda? Le chiedo solo una riposta. Quando lei annuncia un dissesto finanziario nelle partecipate e poi si fanno assunzioni, dov’è la bugia? Per assumere in una società con capitale pubblico serve l’evidenza pubblica: c’è stata in quel caso? Perché non pubblica l’elenco dei nomi e dei cognomi degli assunti? Parli alla città. Quando tra gli assunti alla Sint c’è un signore, che certamente non è il suo autista, lo so non c’è nessun contratto, che è stato un suo accompagnatore, forse il più assiduo, è trasparente questo? E delle altre assunzioni? Ne vogliamo parlare? Metta in luce questa trasparenza che ‘nce vo’. Quando lei in commissione parlamentare, con precisione nella commissione antimafia, sostenne che alcuni assessori e consiglieri del centrosinistra erano camorristi, oggi che sono passati con lei sono diventati paladini della legalità? Eppure era così circostanziata la sua denuncia erano accompagnati … non ricorda? Potrei continuare caro sindaco parlando delle strisce blu, delle consulenza, delle spiagge, dell’Avis, della Fincantieri, delle Terme etc ma a che serve se lei non risponde? Caro sindaco la mia preoccupazione è che quando si usa la parola camorra o legalità, come io uso il peperoncino sugli alimenti, cioè esagerando, si commette un errore: si perde il gusto delle cose, si rovina tutto. Caro sindaco sono contento che lei stia portando legalità in città, ma se questi interrogativi pongono dubbi dovrebbe rispondere e non sfuggire. Può darsi che lei, preso da tante cose, (è difficile amministrare una città come la nostra), non si sia accorto di quello che sta accadendo. Prenda questa mia presente come una nota di un amico che prova a puntare i riflettori per dare un senso al suo”buon governo”. Non sfugga e non pretenda nemmeno che chi ha dei dubbi non debba, scusate il gioco di parole, parlare o far finta di niente. Caro sindaco questa è anche la mia città non me ne faccia una colpa! Le auguro un buon lavoro. Tonino Scala Responsabile provinciale Enti Locali SEL