A cura della Redazione
Pompei. Rissa nella notte, in manette cinque giovani di diversa nazionalità Un bulgaro, un albanese, due ucraini ed un italiano. Non è l’inizio di una barzelletta ma è, purtroppo, l’elenco delle nazionalità di cinque violenti di età compresa tra 19 e 25 anni. Vandali che nel corso di una rissa, suscitata da provocazioni sulle differenti identità nazionali, hanno infranto la vetrata del chiosco della Fonte Salutare. I cinque energumeni si sono procurati alla fine, reciprocamente, il ricovero in pronto soccorso, per ferite non gravi, all’ospedale di Castellammare di Stabia, con prognosi che vanno da 5 a 20 giorni per lesioni lacero contuse e frattura del setto nasale. Con il fragore della loro rissa, generata in una scazzottata non certamente amichevole, fomentata da futili motivi, hanno guastato una magica nottata pompeiana iniziata, poco più lontano, con un concerto di musica organizzato dall’Amministrazione comunale. Il frastuono delle sedie che volavano ed i vetri che si frantumavano ha lacerato la magia del silenzio notturno. Frastuono che non è sfuggito a chi ha il compito di tutelare il riposo notturno dei pompeiani e l’ordine pubblico. Vale a dire gli uomini della Benemerita, preposti durante le ore notturne al controllo del territorio. La pantera con a bordo i carabinieri della caserma di via Lepanto, comandata dal maresciallo capo Canino, sono arrivati nel pieno della rissa, senza chiamata preventiva da parte di alcuno. La conclusione è, come si può immaginare, che i cinque giovani hanno pagato a caro prezzo la loro bravata notturna. Infatti per loro sono scattate le manette e l’imputazione di reato di rissa aggravata. Ne dovranno rispondere al magistrato di turno. Dopo aver trascorso la nottata nelle celle della caserma di via Lepanto, i cinque son ripartiti di gran carriera a bordo dell’autovettura dei militari. La direzione di soggiorno obbligato dei cinque, di diversa estrazione etnica ma di comune indole violenta, é il carcere di Poggioreale, dove rimarranno presumibilmente rinchiusi fino al processo che sarà celebrato per rito direttissimo. Resta da dire che il chiosco della Fonte Salutare, insieme all’area circostante che si trova alle spalle al Municipio di Pompei, è molto conosciuto dall’opinione pubblica perché origina una serie interminabile di polemiche che riguardano sinteticamente l’ordine pubblico, l’ambiente e la legalità. Per dirla in breve, l’area di Piazza Schettino e dell’annessa Fonte termale, che doveva essere oggetto di una ristrutturazione epocale con la spesa di svariati milioni di euro in lavori pubblici, é diventata invece tale (cioè epocale) a causa del degrado, con episodi notturni di vandalismo e delinquenza piuttosto frequenti, diventando teatro di variegati e pittoreschi soggetti che sono soliti raccogliersi in alcuni angoli e lasciano evidenti segni della loro presenza (lattine, bottiglie, siringhe, ecc.) senza essere sempre beccati come è successo ieri. Purtroppo il flop dell’iniziativa della ristrutturazione edile, con strascichi giudiziari che vedono il chiosco al centro del contendere, ha finito per comportare il risultato opposto a quello programmato: la creazione di un’area di degrado a due passi dal centro storico e dal Santuario della Madonna del Rosario, con le inevitabili recriminazioni dell’Arcivescovo-Prelato che immancabilmente dice la sua. MARIO CARDONE