A cura della Redazione
Pompei. Nuovi sviluppi della crisi politica: tre consiglieri aderiscono al Pd Tre dei quattro consiglieri comunali di “Unità e Impegno” hanno annunciato l’intenzione di passare al gruppo consiliare del Partito Democratico. Due di loro (Benincasa e Del Regno) hanno già in tasca la tessera mentre il terzo, Allaria, è un neofita. La notizia, arrivata nel corso di un summit cittadino del Partito Democratico di mercoledì sera, ha fatto lievitare sul piano politico la crisi nata in primo momento su basi amministrative, nel senso che il primo cittadino di Pompei, in piena autonomia, aveva revocato un mandato di assessore alla dottoressa Andreina Esposito. Iniziativa che ha fatto scattare la reazione immediata anche di Ferdinando Uliano, altro assessore dimissionario dopo la scelta di "licenziare" la Esposito. Ora che tre dei quattro consiglieri comunali dissidenti hanno deciso di entrare nella squadra di amministratori comunali coordinati sul piano politico dal segretario cittadino Vincenzo Mazzetti, uomo della componente più votata nell’ultimo congresso, la partita assume una valenza politica. Sarà necessario aprire un tavolo con tutti gli alleati di governo della città per chiarire, insieme al sindaco Claudio D’Alessio (ricordiamo che alle elezioni militava anche lui nel Partito Democratico, prima di passare all’Unione di Centro) quale strada si intende percorrere: il rafforzamento del centro moderato o il mantenimento di un equilibrio stabile tra centro, sinistra e partiti satelliti. Il Partito Democratico prenderà probabilmente nella prossima settimana l’iniziativa di rinegoziare la sua presenza nell’esecutivo cittadino sulla base della forza di cinque consiglieri comunali (i tre ex di “Unità e Impegno” oltre al capogruppo Mancino e al presidente del Consiglio, Ciro Serrapica, che stanno con D’Alessio). A questo punto, nel corso del dibattito politico, si potrebbe fare una lista degli incarichi più rappresentativi assegnati ad ogni componente e magari passare alla costituzione di un D’Alessio II se sarà il caso di rivedere gli equilibri politici. MARIO CARDONE