A cura della Redazione
Boscoreale. Discrica, Oreste (Pd) scrive al sindaco Langella Pubblichiamo la lettera aperta scritta dal consigliere comunale del Partito Democatico, Francesco Paolo Oreste, ed indirizzata al sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella. La missiva ha ad oggetto la richiesta all´Amministrazione comunale, di rimuovere lo striscione che campeggia sulla Casa municipale nel qule si dice "No alla seconda discarica di rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio. Egr. Sindaco, è giunto il momento di eliminare dalla facciata della casa comunale il manifesto recante la scritta “Boscoreale dice NO all’apertura della seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio”, perché abusivo (e in questo Lei è recidivo) e perché menzognero e fuorviante. Tralasciando i motivi per i quali è abusivo (gli stessi che costrinsero i suoi stessi vigili ad elevarle una sanzione amministrativa per il manifestone autocelebrativo) vorrei illustrarle e ricordarle le ragioni per le quali non aveva e non ha senso continuare ad esporre questo inutile striscione. La seconda discarica rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio esiste già, esiste da più di un decennio, quella attuale, la ex cava Sari, è la quarta o addirittura la quinta discarica rifiuti istituita nel Parco e Boscoreale, nella persona del suo primo cittadino, non ha detto e non dice "no" a questa discarica. Da due anni e per un tempo indeterminato la Sari è stata e sarà la disgrazia di questa terra, mentre il suo manifestone abusivo se la prende con discariche che non esistono (la Cava Vitiello). Boscoreale ha detto Sì alla discarica in Cava Sari, la sua amministrazione ha detto Sì a questa disgrazia, facendo calare un rassicurante oblivioso manto coprente su tutto ciò che stava venendo a galla da analisi e accertamenti scientifici. Ricorda la relazione del dott. Moscariello? Come fa a dormire sogni tranquilli sapendo che sotto il presente ed il futuro dei suoi figli scorre una falda acquifera nella quale sono presenti “sostanze fortemente cancerogene”? E la Sua ordinanza? Quella che vietava l’irrigazione attraverso i pozzi artesiani poiché la falda acquifera era chiaramente contaminata, è ancora valida? Ha forse avuto notizia di ulteriori studi o accertamenti sul posizionamento, la lunghezza e tutto quanto sarebbe necessario conoscere della falda in oggetto? La fa stare meglio pensare di aver affisso un manifesto (abusivo) contro un’altra eventuale discarica senza sapere se e quando questa attuale, reale, mortifera chiuderà i battenti? Abbia la decenza e l’onestà intellettuale di rimuovere dalla parete della casa comunale quella menzogna, la rimuova dalle coscienze dei nostri concittadini che mistificazioni come queste hanno narcotizzato con beffarde rassicurazioni, rimuova questa bugia dalla sua coscienza e si ricordi di essere il primo cittadino di un comune alle falde di una fabbrica di morte che lei poteva, doveva, dovrebbe e potrebbe contrastare, si ricordi dei suoi doveri e del suo ruolo, si ricordi di essere, prima che un politico, un cittadino, un uomo, un padre. Distinti saluti, Francesco Paolo Oreste Padre, uomo, cittadino, consigliere comunale