A cura della Redazione
Pompei. Critiche sulla gestione della Casa del Pelligrino Casa del Pellegrino chiusa. Affissa alla vetrata, la lettera aperta di un noto anziano commerciante di Pompei, noto per essere stato sempre vicino alla chiesa sia per famiglia che per devozione religiosa. La sua missiva contiene una lamentela perché si è perduto a Pompei lo spirito dell’accoglienza nei confronti dei pellegrini nella tradizione del beato Bartolo Longo. “L’Arcivescovo Liberati apre un’ora dopo la Casa del Pellegrino (parzialmente data in fitto ad una banca) per risparmiare sul lavoro dei suoi dipendenti. La conseguenza è che la povera gente è costretta a rifugiarsi sui marciapiedi della città”. E’ la sintesi di un’istanza che esprime l’amarezza di una generazione che si era formata nella condivisione della fede dei pellegrini, che arrivano numerosi a Pompei nei mesi della supplica (maggio e ottobre). Arrivano in comitive organizzate dalle parrocchie del meridione manifestando una fede eroica per spirito di sacrificio. Pare che Liberati, riguardo all’accoglienza, stia coltivando progetti di accoglienza alberghiera, non avendo presente che la maggior parte dell’esercito di devoti alla Madonna del Rosario è formato dalle fasce più umili della popolazione del Sud Italia. Gente che è abituata a portarsi il pranzo da casa, per risparmiare i soldi del ristorante. Figuriamoci se deve trovare i mezzi per fittare la camera d’albergo. Privare questa gente di un ricovero al fresco munito di servizi igienici, qual è la Casa del Pellegrino, significa ricacciare quella povera gente sui marciapiedi della città lasciando all’Amministrazione Comunale il peso dell’assistenza. A proposito di albergo, dopo l’incauto affidamento dell’Hotel del Rosario, segna un altro episodio singolare nella gestione Liberati dei beni della Chiesa di Pompei. Riguarda la cessione di parte dell’ex seminario. Nell’affare è stato ceduto anche lo spiazzo circostante l’antica cappella della Madonna delle Grazie. Iniziativa che ha provocato la reazione pacata ma decisa del parroco don Gioacchino Cozzolino. “Eccellenza, già all’inizio del mio mandato avete preso l’iniziativa di piantare gli ulivi nello spazio precedentemente dedicato ai festeggiamenti della Madonna delle Grazie – ha fatto presente il giovane prete –. Ora vengo a sapere, a cose fatte, che avete ceduto anche lo spazio antistante la cappella, come vado a spiegarlo ai miei parrocchiani?”. Anche i preti si rivoltano contro l’Arcivescovo che resta sempre più isolato nella società civile e nella comunità religiosa, mentre anche la sua iniziativa amministrativa non ha goduto di grande fortuna, se è vero come è vero che tutte le iniziative di Liberati (Case Operaie, Albergo del Rosario, Orfanotrofio Femminile ecc,) sono al momento ferme o miseramente fallite. MARIO CARDONE