A cura della Redazione
C.mare di Stabia. Fincantieri, interpellanza parlamentare del Pd Pubblichiamo l´interpellanza dei parlamentari del Partito Democratico sulla vicenda Fincantieri. I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello Sviluppo Economico, per sapere - premesso che: il nuovo piano industriale di Fincantieri - azienda pubblica controllata dal Ministero dell´economia e delle finanze attraverso Fintecna – che prevede 2.551 esuberi (pari al 30 per cento della forza lavoro attualmente impiegata) e la chiusura dei cantieri di Castellammare di Stabia, Genova Sestri Ponente e il ridimensionamento di Riva Trigoso, conferma le peggiori previsioni dei mesi scorsi; in tutti i siti, migliaia di lavoratori delle ditte di appalto e, più in generale, dell’indotto hanno perso o rischiano di perdere il lavoro, spesso senza la possibilità di vedersi riconoscere l’accesso agli ammortizzatori sociali; a seguito della crisi gli ordinativi di Fincantieri hanno visto un drastico ridimensionamento delle unità commissionate, a causa della caduta della domanda armatoriale ma anche della perdita totale del business delle navi mercantili, appannaggio esclusivo dei cantieri asiatici; il temuto ridimensionamento industriale era prevedibile a fronte di un portafoglio ordini del tutto inconsistente rispetto alla capacità produttiva di Fincantieri; i tagli occupazionali sono anche conseguenza della situazione di degrado e di abbandono di una parte dei siti Fincantieri, segnato dal continuo peggioramento delle condizioni complessive di lavoro, della salute e della sicurezza dei lavoratori, dal declino dell´efficienza complessiva del sistema e dei risultati qualitativi, da addebitarsi principalmente ad un modello produttivo che si fonda sulla crescente esternalizzazione di attività, con il solo scopo di abbattere i costi, e che ha determinato la perdita del controllo del processo produttivo da parte dell´Azienda; tuttavia, è il quadro complessivo dell´industria navalmeccanica nazionale a destare preoccupazione, nonostante le sollecitazioni di Ancanap, Confitarma, Rina, Cetena, Vasca navale; in questo contesto, le strategie adottate dall´Unione europea per affrontare la crisi del settore, con particolare riferimento al comparto dei traghetti, potrebbero favorire nuovi investimenti con ricadute positive sull´intero comparto; per cogliere le opportunità di possibile rilancio del settore e di settori contigui sarebbe indispensabile un adeguamento infrastrutturale dei siti produttivi di Fincantieri, coinvolgendo le regioni e gli enti locali nella definizione degli investimenti necessari alla realizzazione delle infrastrutture ed in particolare al miglioramento delle infrastrutture di accesso ad alcuni cantieri come quello di Sestri Ponente; il Governo, nonostante gli impegni assunti ufficialmente, con l’accordo del 18 dicembre 2009 tra il Ministro dello sviluppo economico, l’impresa e le istituzioni locali interessate – che dava seguito all’intesa del 16 luglio 2009 tra Fincantieri e organizzazioni sindacali -, per il rilancio delle commesse pubbliche e la ristrutturazione in senso efficientistico dei cantieri in Italia, non si è attivato per individuare le politiche e gli strumenti di difesa e di sostegno della cantieristica navale italiana necessari per mantenere inalterati gli attuali livelli produttivi ed occupazionali del settore; tale comportamento è conseguenza della totale assenza di una politica industriale da parte del Governo, particolarmente evidente nel settore navalmeccanico dove si registrano gravi inadempienze e ritardi, a partire dalla mancata riconvocazione del tavolo, sollecitata da mesi senza riscontro alcuno; l´assenza del governo e la mancanza di prospettive alternative nel confronto sul piano industriale ha fatto crescere tra i lavoratori preoccupazione e sconcerto e infine, dopo l’annuncio dei tagli, ha suscitato la “collera dei poveri”, così come denunciato dal monito di monsignor Giancarlo Maria Bregantini, presidente della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, sfociata nelle manifestazioni di questi giorni; a seguito delle manifestazioni dei lavoratori Fincantieri, il Ministro dello sviluppo economico ha finalmente convocato per venerdì 3 giugno i vertici dell´azienda e i sindacati nazionali per discutere il piano di riorganizzazione industriale; la gravità della situazione della cantieristica nazionale era già ampiamente nota al Parlamento, che già il 25 gennaio 2011, con la Risoluzione 8-00104 approvata dalla X Commissione Attività produttive, commercio e turismo, aveva unanimemente impegnato il Governo ad attivarsi per la gestione e il superamento della fase di crisi; sono, infatti, indispensabili azioni volte a: a) mettere in campo progetti di riconversione industriale concreti e condivisi con i sindacati e gli enti locali, scongiurando la messa in opera dei piani di chiusura degli stabilimenti e la riduzione strutturale della capacità produttiva, sospendendo gli effetti dell’“informativa-piano industriale” resi daFincantieri ; b) garantire nel settore navalmeccanico il pieno rispetto degli impegni assunti dal Governo al tavolo del 18 dicembre 2009; c) sollecitare la mobilitazione tempestiva del Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione per intervenire subito a sostegno dell’occupazione, altresì indispensabile per promuovere l´attività produttiva; d) consolidare le politiche industriali finalizzate al rilancio della cantieristica navale italiana attraverso l´individuazione di investimenti ed incentivi, in particolare alla ricerca e all´innovazione, che consentano di aumentare la competitività della produzione italiana e al contempo di garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, operando attivamente per ottenere garanzie, da parte di Fincantieri, nel senso del mantenimento della produzione nei cantieri in Italia; e) rifinanziare la legge 9 gennaio 2006, n. 13 - approvata della UE ma definanziata dall’attuale Governo- che consente la rottamazione delle navi passeggeri e traghetti misti passeggeri e merci, dal momento che in Italia la flotta di questa tipologia navale è particolarmente vetusta, insicura, ad alto consumo energetico ed inquinante, con una anzianità di 40, 50, 60 fino ad 80 anni; f) garantire un adeguato livello delle commesse pubbliche nel settore della navalmeccanica, contemporaneamente alla realizzazione della terza fregata FREMM reperendo le risorse necessarie alla costruzioni di ulteriori fregate; g) fornire a Fincantieri indirizzi precisi per un piano industriale basato su commesse pubbliche immediatamente cantierabili, su investimenti in diversificazione produttiva e innovazione tecnologica volta alla sostenibilità e compatibilità ambientale, sul recupero di un modello produttivo ed organizzativo rispettoso del diritto alla salute ed alla sicurezza dei dipendenti Fincantieri e dei lavoratori delle ditte dell´appalto; h) sostenere in sede europea la proposta di un piano straordinario per il rinnovo della flotta dei traghetti nei Paesi dell´Unione europea; i) vigilare sulla corretta applicazione delle misure finalizzate a scoraggiare le iniziative di delocalizzazione previste dalla legge n. 80 del 2005 e a confermare il proprio impegno a difendere la fair competition sui mercati internazionali e il contrasto ai fenomeni di concorrenza sleale, promuovendo il monitoraggio rispetto agli effetti generati dall´attuazione del nuovo accordo commerciale tra Unione europea e Corea del Sud: quali siano le ragioni per le quali non si è dato corso agli impegni e ai programmi assunti con l’impresa, le parti sociali e le amministrazioni territoriali interessate; come si intenda recuperare il ritardo accumulato nella gestione della crisi della cantieristica nazionale nonostante le sollecitazioni e gli indirizzi del Parlamento; quali urgenti misure si intendano adottare per consentire un proficuo confronto tra l’impresa, le organizzazioni sindacali e gli enti locali interessati, volto all’individuazione di un realistico piano per aumentare la competitività della produzione italiana, il superamento dei vincoli infrastrutturali e al contempo garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, scongiurando l’annunciata chiusura di alcuni stabilimenti, in coerenza con quanto sottoscritto nel dicembre 2009; quale ruolo rivesta il sistema della cantieristica nazionale negli obiettivi del Governo di rilancio dell’industria italiana. Firmatari: Bersani, Franceschini, Ventura, Lulli, Damiano, Meta, Vico, Tullo, Boccia, Baretta, Garofani, Melandri, Orlando, Rossa, Zunino, Boffa, Bonavitacola, Bossa, Ciriello, Cuomo, D’Antona, Graziano, Iannuzzi, Mazzarella, Nicolais, Pedoto, Pepe Mario (PD), Piccolo, Picierno, Santagata, Sarubbi, Vaccaro, Dal Moro, Fogliardi, Martella, Miotto, Mogherini, Murer, Naccarato, Rubinato, Sbrollini, Tempestini, Testa, Viola, Maran, Rosato, Strizzolo, Agostini, Cavallaro, De Torre, Giovanelli, Merloni, Pistelli, Vannucci, Berretta, Burtone, Capodicasa, Cardinale, Causi, D’Antoni, Genovese, Gozi, Levi, Martino, Russo, Samperi, Siragusa.