A cura della Redazione
Pompei. Il presidente del Consiglio comunale attacca l´Arcivesco Carlo Liberati “Eccellenza, ora basta!” è il titolo del manifesto che i pompeiani hanno trovato sulle mura della città. Porta la firma del presidente del Consiglio comunale, Ciro Serrapica (foto), ed il logo del Comune. Ha un contenuto esplosivo per le possibili conseguenze: la reazione alle esternazioni dell’Arcivescovo-Prelato con “i giudizi negativi e infamanti” su Pompei e sulla persona del sindaco Claudio D’Alessio. Serrapica ha ricordato il recente incontro con la Chiesa di Pompei. Vi partecipò insieme ad esponenti di maggioranza e d’opposizione. Puntava ad una strategia finanziaria sinergica finalizzata all’attrazione di fondi pubblici per favorire sviluppo ed occupazione a Pompei. “Al termine dell’incontro – ha dichiarato Serrapica nel manifesto – dopo la stretta di mano, in segno di futura collaborazione, (l’Arcivescovo) ha continuato ad inveire contro il primo cittadino con parole ingiuriose, lesive della sua persona e della sua moralità”. La conclusione del numero uno del Consiglio comunale è stata provocatoria. “Ci dica, Eccellenza: quali opere pie, secondo il carisma di Bartolo Longo ed a favore dei minori in difficoltà, il Santuario ha compiuto negli ultimi otto anni, da quando cioè lei è arrivato a Pompei ?”. Segue la corona d’esempi, pomi della discordia tra Comune e Chiesa di Pompei che il presidente Serrapiaca (figura emblematica di comunista, attualmente tra le fila del Partito Democratico e stretto alleato politico del sindaco) ha sfilato con ordinata lucidità. In primis, il flop delle Case Operaie. Tre palazzine storiche, volute dal beato Bartolo Longo, restaurate con soldi pubblici (quasi tre milioni e mezzo di euro). Il risultato è che alla fine (per ritardi nell’esecuzione dei lavori) il Comune di Pompei (vale a dire i contribuenti) in quanto Ente appaltante, ha dovuto sborsare, per il momento, 350 mila euro. Al momento le case sono chiuse e le ragazze madri ed i minori in difficoltà che vi dovevano entrare, sono ancora in attesa, mentre l’Arcivescovo, pare, coltivi progetti alternativi. Altri motivi di discordia sarebbero la tassa sui rifiuti solidi urbani che, secondo Serrapica, i pompeiani pagano anche per i pellegrini diretti al Santuario della Madonna del Rosario, ed il pagamento dell’Ici su immobili da cui la Chiesa trae reddito. Gli argomenti esposti sono sintesi dell’umore popolare che gradisce l’ostilità dell’Arcivescovo-Prelato nei confronti del popolo della Valle e dei suoi rappresentanti politici. Va detto, però, che il politico smaliziato non ha adottato la consueta prudenza conferendo forma ufficiale ad una polemica tra istituzioni. Il disguido potrebbe mettere in moto meccanismi imprevedibili. Altro argomento riguarda le conseguenze politiche in casa UdC di Pompei, dove coabitano con D’Alessio numerosi consiglieri ed amministratori. MARIO CARDONE