A cura della Redazione
Pompei. Arrestata donna per detenzione di arma clandestina Marianna Camerlengo é stata beccata nel corso della nottata di giovedì dai carabinieri in contrada Grotta di Pompei. Il fermo della sua auto è stato attuato durante gli appostamenti notturni della Benemerita che puntano a contrastare il fenomeno della prostituzione, molto presente nella città mariana. La donna viaggiava in macchina (una Toyota Yaris) celando nel vano porta-oggetti una pistola con la cifra d’identificazione abrasa. La rivoltella rinvenuta nel cruscotto nel corso della perquisizione di rito, che viene effettuata ogniqualvolta si controlla un’automobile sospetta, era stata predisposta con il colpo in canna pronto ad essere esploso. Come mai? La misteriosa donna con la pistola è risultata essere incensurata negli archivi dei carabinieri. Risulta originaria di Boscoreale ed ha 48 anni. I militari, in servizio notturno, l’hanno trasportata nella caserma di via Roma, a Pompei, diretta dal maresciallo capo Tommaso Canino. Dopo l’identificazione, ha subito il sequestro dell’arma clandestina e la cifra di 900 euro. Alla Camerlengo sono state messe le manette e contestato il reato di detenzione, porto e ricettazione di arma clandestina. La donna è stata accompagnata, nel corso della stessa nottata del fermo, al carcere femminile di Pozzuoli, dove resterà in attesa di essere interrogata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata. Non si può parlare, nel caso di questo arresto, di esercizio della prostituzione perché non ci sono prove che suffragano questa tesi, ma bisogna rimarcare che gli appostamenti notturni delle forze dell’ordine (oltre ai carabinieri, la polizia ed i vigili urbani) sono tesi principalmente a contrastare due fenomeni criminosi, purtroppo troppo spesso ricorrenti sul territorio pompeiano: la prostituzione ed il traffico di stupefacenti. Nel caso specifico, non sarebbe il primo caso che le donne (o i travestiti) vengono trovati in possesso di armi proprie o improprie. Il motivo è che durante il rapporto, consumato frequentemente in luoghi pubblici appartati, le donne (o i travestiti) sono inermi. Vengono aggredite a scopo di rapina e di estorsione da delinquenti occasionali e da baby gang. Spesso subiscono violenze fisiche de maltrattamenti che, data la loro situazione, non sono in grado neanche di denunciare alle forze dell’ordine in quanto anello più debole di una catena criminosa che va dal fenomeno dello sfruttamento a quello dell´affitto delle camere ad ora, i cui proprietari lucrano impunemente sul sesso a pagamento. Fenomeno (quello della prostituzione) a cui l’Arma di Pompei ha già inferto in passato colpi micidiali. Attualmente gira la voce che sarebbe in corso un’operazione a grande raggio (sempre di contrasto del sesso a pagamento in luogo pubblico) che potrebbe portare a grosse sorprese. MARIO CARDONE