A cura della Redazione
C.mare di Stabia. Lavoro, no a città "polveriera" “Mi sembra che sia arrivato il momento di denunciare, sia dal punto di vista politico sia a chi, tra le autorità competenti, riterrà di tenerne conto, che l’ormai disinvolto e irresponsabile uso del termine polveriera, riferito alla città di Castellammare in relazione ai gravissimi problemi occupazionali che l’affliggono, sta cominciando a diventare quantomeno ambiguo. Inizia a sembrare più un’istigazione che non la denuncia di un pericolo. Il copione mi pare lo stesso tante volte letto (e spesso usato anche in buona fede) secondo il quale bisogna fare di tutto per risolvere i problemi del lavoro perché, altrimenti, i disoccupati potrebbero andare a ingrossare le fila della camorra. La mistificazione è esattamente la stessa, e su queste delicatissime tematiche è bene fare subito chiarezza: così come niente al mondo, fame compresa, può giustificare un’affiliazione alla camorra o il passaggio alla delinquenza, allo stesso modo nulla al mondo può giustificare il ricorso alla violenza di piazza e agli atti criminali in genere. Il crimine, in ogni sua forma, la violenza, in ogni sua manifestazione, sono sempre frutto di una scelta che come tale è sempre riconducibile alla decisione individuale o collettiva di varcare un confine. Un delinquente è un delinquente. Non siamo disposti a cadere nella mistificazione politico-culturale degli anni di piombo: i ´compagni che sbagliano´ erano terroristi e assassini allora come lo sarebbero oggi. Un delinquente è un criminale quale che sia la motivazione che lo spinge. Chi decide di varcare la sottile linea rossa fa una scelta dalla quale non si torna indietro; e un lavoratore che decidesse di delinquere non sarebbe un lavoratore-delinquente ma sarebbe un criminale e basta, e la repressione non potrebbe che essere durissima. Sono certo, comunque, che nessun lavoratore di Castellammare, per quanto in difficoltà, vorrà fare o mai farà questa scelta, per quanto grave e difficile possa essere la condizione in cui si trova o potrà venire a trovarsi dal punto di vista del lavoro. Tuttavia, autentici scellerati continuano a cianciare, non so quanto in buona fede, di polveriere o quant’altro, con ciò contribuendo più o meno consapevolmente a creare un sottile e insinuante clima di predisposizione collettiva inconsapevole alla violenza di piazza, che nulla risolverebbe e che, comunque, chiunque abbia un minimo di equilibrio e di serietà deve rifiutare per principio e nei fatti, anche come semplice ipotesi”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio. “Non c’è automatismo, ovviamente, fra queste cose. Chi soltanto prospetta tale presunto automatismo si mostra gravemente irresponsabile, perché – denunciandolo come pericolo – più o meno consapevolmente sta di fatto rischiando di incentivare fasce della popolazione alla scelta criminale, sia essa camorristica o della violenza di piazza, creando o contribuendo a creare l’alibi fasullo, scellerato e immorale della decisione dettata dal bisogno. Tutto ciò contribuisce non solo a rendere più difficili le soluzioni, ma anche ad ostacolare il duro, quotidiano, certosino lavoro che stiamo facendo, senza rituali stantii e senza le millanterie del passato, per tentare di affrontare e risolvere i problemi uno ad uno”, ha aggiunto Bobbio. “Ho attivato percorsi di eccezionale importanza e di enorme prospettiva: la venuta dell’assessore Vetrella a Castellammare è il miglior segnale della eccezionale attenzione che, grazie alla mia attività e alla loro sensibilità, le istituzioni regionali stanno dando alla nostra città. Mai come in questo momento, c’è bisogno di tranquillità, di calma e di fiducia. Lo stesso discorso vale per le Terme: stiamo studiando e percorrendo tutte le strade possibili per il loro rilancio e per dare la giusta soddisfazione alle istanze dei lavoratori, ma questi sforzi necessitano di un’immagine delle Terme ancora una volta calma, tranquilla e fiduciosa nel futuro per non scoraggiare definitivamente investitori e possibili finanziatori che già, a causa delle precedenti gestioni, avevano di fatto cancellato Castellammare di Stabia dalla cartina geografica dell’economia e del rilancio turistico. Anche per il settore crocieristico, l’immagine nuova oltre che la sostanza di Castellammare sono fondamentali; non possiamo continuare a spaventare e tenere lontani turisti, imprenditori e investitori solo perché qualche maniaco autoreferenziale, sconfessato dal voto popolare, deve continuare a mantenere viva un’immagine sofferente, ringhiosa, insicura e sgretolata della nostra Castellammare. Capisco, ma non giustifico e anzi condanno le miopi politiche dei partiti di minoranza e dei loro sciocchi lacchè perché ancora una volta, seminando disordine, sfiducia e rassegnazione, stanno giocando la loro miserabile partitina di opposizione sulla pelle della nostra città e dei nostri concittadini. Sono certo che gli stabiesi, dopo decenni di inganni e di acquiescenza, sapranno mantenere alto e vivo lo spirito del 28 e 29 marzo 2010, isolando questi mestatori e respingendo le loro mistificazioni”, ha concluso il sindaco Bobbio. COMUNICATO