A cura della Redazione
Pompei. Prima città in Italia con il "documento genetico" Il Comune di Pompei presenterà alla città i risultati dei rilievi fatti per sondare la qualità del patrimonio edilizio di Pompei. E’ stato appurato che il 43,7% dei fabbricati è in buone condizioni, 36,6% è mediocre, mentre il 14,3% risulta degradato. Risultano, invece, molto degradati il 4,1% degli edifici, mentre il 2,3% si trova in stato di rudere. Per avere il quadro completo si deve tener conto che il 6,4% degli edifici è non è utilizzato. L’annuncio dell’Amministrazione comunale di Pompei è che la città è stata dotata di un ‘documento genetico’ per ogni suo edificio (7500, tra pubblici e privati) grazie ad un progetto pilota avviato dal centro di competenza regionale Benecon (Beni culturali, ecologia, economia) e dalla II Università di Napoli, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Claudio D’Alessio. “E’ la risposta sulla qualità dell’abitare fondata sulla sicurezza – ha spiegato Carmine Gambardella, vice sindaco di Pompei e direttore del Benecon - E’ caratterizzato da codici ai quali corrispondono i saperi specifici, supportati dalle innovative attrezzature tecnologiche, che solo un Centro di Competenza come il BENECON può offrire al territorio. Si tratta – ha assicurato - di dati che presto saranno in rete. Un oggettivo salto di qualità rispetto al dimenticato ‘fascicolo del fabbricato’ – ha concluso - che la tragedia dell’Abruzzo ha fatto tornare d’attualità”. I risultati di questo studio, hanno fatto sapere Gambardella ed i suoi collaboratori, ha il valore di tre milioni di euro ma, in quanto ‘pilota’, è stato fornito gratis da Benecon ai cittadini pompeiani. I dati della “mappatura” fanno parte della mostra ‘Pompei 0079-2013’ che si inaugura oggi 25 aprile. Fino al 1 maggio in Piazza Bartolo Longo sarà allestito un percorso di 150 tavole con i progetti per la città futura (molti già finanziati come l’ecomuseo) nati dalla collaborazione tra il Comune di Pompei (che sta preparando il PUC), l’Ufficio di Piano del Comune di Pompei e circa 300 professori e ricercatori saranno in piazza per spiegare il loro lavoro ai cittadini. Soddisfatto del brillante risultato il sindaco Claudio D’Alessio ‘’Dal documento genetico di tutti gli immobili pubblici e privati di Pompei scaturisce la garanzia e la base per interventi concreti a vantaggio della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini, senza gerarchie sia nelle aree periferiche che nel centro della città”. MARIO CARDONE