A cura della Redazione
Pompei. Chiusa una casa di appuntamenti Un blitz dei carabinieri della stazione di Pompei, verso le ore 22 di venerdì sera, ha fatto scoprire una casa d’appuntamento gestito da un transessuale brasiliano e due prostitute della stessa nazionalità (tutti e tre clandestini irregolari). Le indagini dei militari della caserma di via Lepanto, comandata dal luogotenente Vittorio Manzo, erano partite da segnalazioni dei residenti locali che avevano notato il forte afflusso di persone di fuori e di automobili sulla zona, a partire dalle ore serali. Nella serata di venerdì prima di irrompere nella palazzina, che era stata arredata ed attrezzata con ogni cura per gli incontri a luci rosse di ogni gusto e perversione, sono stati fermati ed identificati almeno sei clienti (persone insospettabili di tutte le estrazioni sociali). La palazzina è risultata abitata da un transessuale e due colleghe, che esercitavano il mestiere anche contemporaneamente. Una saletta al piano terra, un salottino d’attesa al primo piano, due camere per gli incontri ed il bagno. Tutto arredato a dovere. I carabinieri hanno sequestrato sul posto una somma di milleseicento euro (l’incasso fatto nella serata fino al momento dell’irruzione), sei telefonini ed alcuni computer portatili. E’ stato infatti scoperto che l’organizzata cosca del sesso si era attrezzata con tutti i più sofisticati mezzi di comunicazione moderni per la pubblicità del traffico hard che era appena partito ma già aveva una folla di clienti: inserzioni sui maggiori quotidiani locali, in siti hard internet., ecc. I risultati non si erano fatti aspettare a giudicare dal via vai che subito si era creato intorno alla palazzina a luci rosse, data in fitto inconsapevolmente da un proprietario di Pompei che vive fuori città ad un signore di origine brasiliana che aveva le carte in regola, in quanto cittadino italiano a tutti gli effetti. A parte tutta l’attrezzatura per i contatti, sul posto è stato rinvenuto materiale pornografico ed attrezzi hard di ogni genere e gusto sessuale. Quando c’è stata l’irruzione dei militare il transessuale e le due donne sfruttate per l’esercizio illegale della prostituzione si trovavano in biancheria intima. Sono stati fermati, identificati e condotti tutti e tre all’ufficio immigrazione di Napoli, in quanto accertati come clandestini irregolari. Per il trans e l’altro brasiliano che ha preso in la palazzina di Pompei, trasformata in casa d’appuntamento, è scattata anche la denuncia di sfruttamento della prostituzione. L’operazione di venerdì da parte della Benemerita rientra in una serie di indagini che si stanno svolgendo a tappeto su tutto territorio vesuviano. Al momento è stato accertato che da qualche tempo grossi trafficanti internazionali del sesso stanno dirottando parte dell’attività dal capoluogo in provincia, in città come Pompei dove l’ambiente è più tranquilla e la sorveglianza delle forze pubbliche di minore impatto. Sono attesi per i prossimi giorni altri colpi di scena come quello di venerdì sera perché il fenomeno del sesso organizzato nelle case private a pagamento nella provincia vesuviana di Napoli è risultato, dopo le prime indagini, in allarmante aumento. MARIO CARDONE