A cura della Redazione
Pompei. Le nuove tipologie di accoglienza Alla vigilia dell’inaugurazione della struttura d’accoglienza dedicata alla Madre e al bambino, che sorgerà nel Centro di Pompei (con finanziamenti regionali), nelle palazzine delle “Case Operaie”, intitolata a Papa Giovanni Paolo II, il Santuario di Pompei ha chiamato a raccolta gli “Stati Generali” per fare il punto sullo stato di salute dei servizi d’accoglienza (“Casa Emanuel” per gestanti, madri e bambini, “Giardino del sorriso” Comunità familiare, Gruppo appartamento, Centri diurni, Centro di aiuto alla vita, Movimento per la vita e”Myriam” centro di ascolto). “Una vita per la vita” è stato il titolo del dibattito sui nuovi profili dell’accoglienza adottati dalla chiesa di Pompei. L’iniziativa, ospitata, sabato pomeriggio, nel Centro Educativo “Beata Vergine del Rosario” ha avuto relatori nei padroni di casa, Suor Maria Neve Cuomo, responsabile del Centro, e l’Arcivescovo-Prelato di Pompei Carlo Liberati. Altre presenze illustri: il procuratore generale per i minori di Napoli Luciana Izzo, il presidente del tribunale di Torre Annunziata, Vincenzo Maria Albano ed il presidente nazionale del movimento per la vita, onorevole Carlo Casini. Particolarmente intensa e partecipata è stata la testimonianza di Frà Filippo, dei Fratelli delle scuole cristiane, da un secolo insediati a Pompei nella conduzione del Centro Educativo “Bartolo Longo”, diventato oggi un centro semiresidenziale per ragazzi dai 5 ai 18 anni. “Abbiamo un ottimo rapporto in rete con le strutture sanitarie, scolastiche e municipali del comprensorio”. Ha spiegato il docente, che ha avuto parole di apprezzamento e riconoscenza nei confronti di Monsignor Liberati, per il sostegno continuo alle iniziative formative dell’Istituto a favore dei giovani. L’arcivescovo Prelato Carlo Liberati ha partecipato alla platea il quinto anniversario del suo arrivo a Pompei. “Non ho mai sofferto nella mia vita come in questi ultimi cinque anni e in particolare negli ultimi due mesi – ha confessato il Prelato, facendo riferimento alla brutta storia della missiva anonima contro di lui, che è arrivata sul tavolo del Santo Padre –. Il risultato che stato raggiunto - ha proseguito - è che rimarrò ancora a lungo in questa città - ha concluso -. Liberati ha attaccato la legge dello Stato (149 del 2001) che, secondo lui, ha messo in strada 56 mila bambini. “Le statistiche ufficiali ne denunciano 26 mila – ha dichiarato – ma sono arretrate di tre anni”. MARIO CARDONE