A cura della Redazione
Trecase. Lo spettacolo del presepe vivente Al seguito della solenne celebrazione della Santa Messa pomeridiana, del giorno della scorsa Epifania, press la chiesa Santa Maria delle Grazie e San Gennaro, un folto corteo, guidato del parroco don Raffaele Del Duca, che portava tra le sue braccia il bambino Gesù, dalla piazza principale del paese, si è diretto presso gli ampi spazi dell’oratorio “Giuseppe Tortora” in via Regina Margherita. Al buio totale, carezzato da sottofondi musicali, oltre cento comparse hanno fatto ingresso nel cortile e dopo alcuni minuti tutto, come per magia, era collocato al suo posto, nel suo ambiente specifico. Habitat caratteristici, arredati con i dovuti arnesi per le diverse attività lavorative del passato e intimità domestiche con tutti i particolari affascinanti di una volta. Bellissimi gli spazi aperti con ogni sorta di animale da cortile, meraviglia delle meraviglie dei più piccoli visitatori. Commovente la capanna con il bambino (in carne e ossa) nelle braccia di Maria sotto lo sguardo paterno di Giuseppe, protetto da due bellissimi angeli e adorato dai magi e dai pastori. Stupendi ed eleganti nei loro costumi i figuranti che hanno caratterizzato i vari ambienti dissipati nei numerosi vani della struttura dell’ex asilo comunale trecasese. Tanto significativo l’angolo assunto dagli scout locali retti da Enzo Perna che hanno proiettato interessanti messaggi per i convenuti. Sgargiante nella sua variegata impostazione l’ambiente del “verdummaro” allestito dal Centro Sociale “Vesuvio”, presieduto da Gennaro Cirillo, non mancava di nulla. Nell’arco della lunga serata, al caldo ristoratore di un sostanzioso falò, sono stati distribuiti, gratuitamente, frittelle varie, preparata dal Circolo Ricreativo Anziani, di Pasqualino Gallo; pasti caldi e caldarroste del Gruppo sportivo “Umberto Granato” presieduto da Peppe Solimeno, il tutto annaffiato con del vinello speciale del Vesuvio offerto dal comitato festa “San Gennaro” presieduto da Angelo Cirillo. Tutto veramente bello, peccato che sia durato solamente una sera. Nino Vicidomini