A cura della Redazione
«Pastificio Setaro ad una multinazionale? Mai!». Intervista a Vincenzo Setaro Oggi, e ormai da settantacinque anni, a Torre Annunziata resiste un’unica azienda depositaria della grande tradizione dell’Arte bianca torrese: il Pastificio Setaro. Fondato nel 1939 da Nunziato Setaro, si insedia a Torre sud, in via Mazzini. Ultimanente girava voce che la famiglia Setaro avesse venduto il pastificio ad una multinazionale, la Voiello. Una bufala, una voce di popolo infondata. «Ne hanno sempre dette tante sul mio pastificio - sostiene Vincenzo Setaro -. Tante bugie, una volta vendo, l’altra chiudo, ma fortunatamente siamo ancora qui da ben tre generazioni, resistiamo al tremendo periodo di crisi e siamo l’unica realtà produttiva esistente a Torre Annunziata. Molti emergenti produttori di pasta - continua - scrivono sulle loro confezioni “Pasta di Oplonti”, ma non sono gli originali. Io non temo la concorrenza, anzi nulla mi farebbe più piacere che riavere a Torre Annunziata il successo dell’Arte bianca, ma credo - conclude - che ci si possa etichettare col la denominazione oplontina solo se nasce un pastificio nella nostra città e dando lavoro a veri torresi. Solo così apparterrai alla grande Arte bianca di Torre Annunziata». Il pastificio Setaro annovera undici dipendenti, tra cui un giovane ragazzo che grazie a quest’impiego è tornato a vivere. Un giovane solo, senza famiglia, che dopo uno stage svolto presso l’istituto Mazzarello è entrato a far parte della famiglia Setaro. L’edificio che ospita l’azienda è stato recentemente ristrutturato. L’entrata è caratterizzata non soltanto dalle tonnellate di pasta, ma anche dalle immagini che ritraggono una lavorazione arcaica, foto in bianco e nero di una generazione ormai passata. Una lavorazione diventata tradizione e qualità. Infatti il pastificio Setaro produce ancora la pasta con sistemi artigianali, nel rispetto della natura e della tradizione. Tante le componenti che rendono unico il gusto e la qualità della pasta Setaro: le semole di grano duro selezionate, l’acqua di fonte purissima, le antiche trafile in bronzo, il processo di essiccazione della pasta particolarmente lento (da 24 a 120 ore, a seconda del formato e del tipo di semola) e a bassa temperatura. In ultimo, ma non meno importante, il clima favorevole di Torre Annunziata. Il 50 per cento dei prodotti viene esportato all’estero: Francia, Inghilterra, Belgio, Germania, Svizzera, America, Giappone e Australia. L’altra metà della produzione viene venduta a quei torresi affezionati che hanno l’abitudine di recarsi al pastificio e scegliere i loro formati preferiti. Da anni ormai il pastificio Setaro garantisce non soltanto qualità, ma continua la sua missione. Portare il nome di Torre Annunziata nel mondo e mantenere viva l’Arte bianca nostrana. ENZA PERNA (dal settimanale Torre Sette del 4 dicembre 2014)