A cura della Redazione
Grande Progetto Sarno, convegno de L´Altra Italia Ambiente a Pompei E’ stata una bocciatura senza riserve per il Grande Progetto Sarno, quella che è partita dal convegno dell’Altra Italia Ambiente (associazione nazionale di matrice socialista portatrice di interessi collettivi) che si è tenuta il 27 ottobre presso l´Hotel Forum di Pompei. E’ stato fatto il punto sul progetto di disinquinamento del "corso d´acqua più inquinato d´Europa" per spiegare successivamente i motivi per cui lo stesso dispositivo approvato dalla Ue, ed oggi affidato alle cure dell´Agenzia regionale per la Difesa del Suolo (Arcadis) rischia di provocare più danni che benefici al territorio, limitandosi ad affrontare l´emergenza da un punto di vista esclusivamente idraulico e non anche ambientale. La parola d’ordine lanciata dai tecnici, ed approvata senza riserve da tutti i presenti, è stata “rinaturalizzazione” del fiume. Perché solo il ritorno ad equilibri ambientali preesistenti può essere il presupposto di un intervento idraulico (non invasivo) capace di abbassare di circa 30 mc al minuto la portata del corso d’acqua nei periodi di piena. Da qui è nata l´idea di una controproposta alternativa al Grande Progetto della Regione Campania che, secondo i politici presenti al dibattito, sembra più orientata a spendere i soldi del finanziamento europeo che a migliorare le cose riguardo ai rischi allagamenti ed alla tutela della salute dei residenti sul corso del fiume. «Il fiume è un ecosistema, non è un semplice invaso d’acqua». E’ l’idea base da cui parte il progetto alternativo dell’ingegnere Gianni D´Amato. Ne deriva che bisogna restituire la vita al fiume, salvaguardando la biotica e la biodiversità del territorio, fino a ripristinare le varietà e la ricchezza naturalistica che, fino agli anni cinquanta del secolo scorso, permeavano la Valle del Sarno. Si devono ristabilire movimenti delle acque adeguati come sussistevano prima della distruzione di alcuni presidi d’ingegneria (foce borbonica) e naturale (lo Stagnone, diventato oggi una discarica). Oltre all’ingegnere Giovanni D’Amato, sostenitore della proposta alternativa al progetto regionale, che prevede anche la costruzione di una vasca di compensazione in prossimità di un’ansa del canale Bottaro in zona Rovigliano a Torre Annunziata, hanno partecipato al convegno, coordinato dal segretario regionale di L’Altra Italia Ambiente, Federico Federico, il docente universitario Michele Scardi, il direttore del Museo "Vivo del mare" di Pioppi, Luigi Valiante, il senatore Michele Cozzolino, che è stato presidente di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle cause d’inquinamento del Sarno, ed il senatore Vincenzo D’Anna, che fa parte della commissione Igiene è Sanità del Senato. MARIO CARDONE twitter: @mariocardone2