A cura della Redazione
Porto di Torre: ancora fermo alla Regione il decreto per 33 milioni di spesa Sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Campania decine di decreti dell´Assessorato Lavori pubblici con i quali vengono ammessi a finanziamento altrettanti interventi derivanti dalle iniziative di accelerazione della spesa per un valore complessivo di 250 milioni di euro. Purtroppo tra questi manca ancora il decreto relativo a Torre Annunziata. Nell’ultima pubblicazione del Burc, del 4 agosto scorso, si sperava che potesse rientrare anche il finanziamento di oltre 33 milioni di euro per la riqualificazione del porto di Torre Annunziata. Ma così non è stato. “Questione ancora di pochi giorni – dicono al comune oplontino – e poi vedremo pubblicare anche il nostro decreto”. Lo stesso sindaco di Torre Annunziata è ottimista. “Torre Annunziata è tra i comuni i cui interventi sono stati considerati coerenti in base al decreto regionale n. 70 del 24 febbraio scorso, e questo è già un passo importante per poter ottenere il finanziamento richiesto alla Regione Campania. Su 452 istanze risultate idonee, al momento solo poche decine di comuni ed enti pubblici hanno ottenuto i relativi fondi. Speriamo che al più presto possa arrivare anche il nostro turno”. Da indiscrezioni raccolte, sembrerebbe esserci qualche problemino di carattere burocratico. La somma richiesta dal Comune di Torre Annunziata per la realizzazione delle opere supererebbe di poco i 33 milioni di euro, importo massimo erogabile dalla Regione Campania per i singoli comuni o enti pubblici. Da qui, la richiesta della rettifica dell’importo. “A giorni mi recherò personalmente alla Regione – sbotta il primo cittadino – così chiariremo definitivamente la questione”. Quello che preoccupa è che i fondi assegnati dovranno essere spesi entro l’anno 2015, cosa abbastanza ardua, sia per la complessità delle opere da realizzarsi, sia per i tempi burocratici per l’indizione e l’assegnazione delle gare, di solito non proprio brevi. Ma in cosa consiste il progetto presentato dal comune di Torre Annunziata? Innanzitutto il dragaggio del porto (costo previsto circa 10 milioni di euro), indispensabile per il rilancio delle attività dello scalo marittimo, in modo da aumentare il pescaggio delle imbarcazioni fino a 10 metri di profondità e consentire così alle navi di una certa portata di attraccare. Il dragaggio prevede un prelievo di circa 175 metri cubi di sabbia che potrà essere smaltita in piccola parte (15 mila mc) in ambiente costiero all’interno di casse di colmata, e in ambiente sommerso interno al porto. I restanti 160 mila metri cubi di sabbia andranno trasportati a rifiuto, con un costo per lo smaltimento stimato intorno ai 12 milioni di euro. Il secondo intervento consiste nel completamento della bretella di collegamento porto-autostrada A3, già finanziato dalla Provincia di Napoli e dalla Regione Campania, ma successivamente revocato, per la parte di sua competenza, da quest’ultima. Esso prevede l’ampliamento di un tratto di circa 100 metri di via Terragneta e la realizzazione di un nuovo tratto, a ridosso dell’area portuale, che servirà proprio a collegare la zona portuale con le arterie di traffico principali. La realizzazione della bretella è strategica per lo sviluppo delle attività commerciali all’interno del porto oplontino. Attualmente il traffico pesante diretto allo scalo portuale transita per le strade della città, con un grave danno ambientale ed urbanistico. Inoltre, l’altezza limitata dei ponti delle Ferrovie dello Stato rappresenta un ostacolo al passaggio di tir di grosse dimensioni. Quindi è quanto mai necessario realizzare il tratto finale della bretella per collegare la zona industriale con il porto. Un percorso lineare di 1.500 metri, dei quali attualmente solo il 50 per cento è transitabile. Il terzo intervento consiste nella bonifica della Salera e della strada a ridosso dell’area portuale, che presenta rifiuti per circa 300 metri per un totale di circa 12 mila metri cubi di materiali.. Per la sola bonifica della Salera è prevista una spesa di 450 mila euro, mentre lo smaltimento dei rifiuti in discarica costerà oltre un milione di euro. DOMENICO GAGLIARDI