A cura della Redazione
"Notte dei Musei": è boom di visite per gli Scavi di Oplonti Boom di visite agli Scavi di Oplonti in occasione della “Notte dei Musei”. Ieri sera centinaia di persone hanno affollato la Villa di Poppea sin dalle prime ore serali. Alle ore 23,00 c’era ancora gente all’ingresso del sito archeologico in attesa di entrare per ammirare le bellezze del luogo. Mille i visitatori ufficiali, quelli che hanno acquistato il biglietto d’ingresso (1 euro), moltissimi provenienti da fuori Torre Annunziata. Buona l’organizzazione. Disponibili due parcheggi: uno presso il supermercato Conad di via Vittorio Veneto, l’altro presso il Centro Salesiani di via Margherita di Savoia. Ottimo il servizio offerto dalle guide turistiche da parte di giovani volontari, che hanno illustrato ai visitatori, riuniti in gruppi di cinquanta persone, la storia di Oplontis e le bellezze dei vari ambienti che compongono la Villa di Poppea. Per l’occasione via Sepolcri è stata chiusa al traffico veicolare e lungo la strada sono stati allestiti gazebo da parte della Proloco e dell’Istituto Alberghiero “Graziani”. Presenti anche le forze dell´ordine, la protezione civile e i volontari della Misercordia. Tutti favorevoli i commenti da parte dei visitatori. «Siamo stati agli scavi di Pompei - ci ha detto una coppia di turisti inglesi all´uscita - ma non avevamo mai visitato la Villa di Poppea. Abbiamo seguito attentamente le spiegazioni della guida turistica anche perché comprendiamo abbastanza bene l´italiano. Siamo rimasti meravigliati e sorpresi dalla bellezza di questo sito archeologico». E poi salutandoci, si sono ripromessi di di ritornare insieme ai loro amici che soggiornano a Sorrento: «Goodbye, Villa di Poppea is very, very beautiful». Un’iniziativa quindi senz’altro riuscita che dimostra, laddove ce ne fosse bisogno, che c’è “fame” di cultura e che il vero sviluppo del nostro territorio può venire proprio dal turismo. Siamo una città ricca di ”giacimenti petroliferi”, bisognerebbe solo avere la capacità di saperli sfruttare. Non è così, cari nostri amministratori?