A cura della Redazione
Zona Franca Urbana, boom di richieste. Sforato il tetto dei finanziamenti Zona Franca Urbana a Torre Annunziata. Sono 229 le richieste di contributo presentate al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) da parte di imprese ubicate all’interno del territorio delimitato dalla Zfu. Ammonta a poco oltre i 40 milioni di euro, invece, l’importo complessivo delle richieste di agevolazioni fiscali e contributive, a fronte di un finanziamento di 11 milioni e 858 mila euro. Ciò vuol dire che il tetto massimo del contributo individuale, pari a 200 mila euro, difficilmente potrà essere raggiunto, se non per quelle imprese che sono collocate all’interno del quartiere Carceri, per le quali l’Amministrazione comunale ha destinato un ulteriore 20 per cento delle risorse, pari a 2 milioni e 371 mila euro. Ma prima di entrare nel merito della questione, e in attesa che il Ministero comunichi le risorse assegnate a ciascuna impresa partecipante, bisogna fare due considerazioni. La prima è che non è certo che tutte le 229 aziende abbiano i requisiti per ottenere il finanziamento. La seconda è data dal fatto che probabilmente non tutte le imprese adempieranno agli obblighi prescritti dalla legge e, pertanto, ci sarà chi sicuramente non potrà o non vorrà usufruire del contributo richiesto. Ciò potrebbe comportare una maggiore disponibilità di risorse che andrebbe ripartita tra le imprese in regola per ottenere il finanziamento. Fatta questa premessa, entro nel merito della questione. I fondi disponibili, circa 12 milioni di euro, rappresentano appena il 34 per cento dei 40 milioni richiesti. Dei 12 milioni, il 20 per cento è destinato, quale fondo aggiuntivo, alle imprese insediate nel quartiere Carceri, ossia 2 milioni e 371 mila euro, e il 10 per cento alle nuove attività, 1 milione e 186 mila euro. I restanti fondi, 8 milioni e 300 mila euro, andranno ripartiti tra tutte le 229 imprese a seconda dell’importo richiesto da ciascuna. Per semplicità di ragionamento, supponiamo che tutte le imprese abbiano richiesto uno stesso ammontare di risorse. Per cui a ciascuna andrebbe la somma di 36 mila e 245 euro, data dal rapporto tra i fondi disponibili (8 milioni e 300 mila euro) e il numero delle richieste (229). Le nuove imprese, circa venti, percepirebbero invece un ulteriore contributo di 59 mila e 250 euro, per un totale di 95 mila e 495 euro, mentre a quelle insediate nel quartiere Carceri (sono giunte otto richieste) andrebbero ulteriori 163 mila e 750 euro, per un totale di 200 mila euro. A questo punto i fondi aggiuntivi per le imprese del quartiere Carceri risulterebbero eccedenti rispetto alla richiesta, per un importo di poco superiore ad un milione di euro, che andrebbe ripartito tra le altre 221 imprese (circa 5 mila euro ciascuna). In conclusione, i contributi andrebbero così ripartiti: circa 41 mila euro per 221 imprese; circa 100 mila euro per le 20 imprese di nuova o recente costituzione e 200 mila euro per le 8 imprese insediate nel quartiere Carceri. I calcoli, come ho spiegato sopra, non tengono conto di alcuni eventi che potrebbero verificarsi. Ma una cosa è certa: i contributi summenzionati rappresentano l’importo minimo usufruibile per ciascuna tipologia di impresa. ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 9 maggio 2014)