A cura della Redazione
Tubercolosi al IV Circolo di Torre Annunziata: la protesta delle mamme «Vogliamo la verità, qualunque essa sia». E’ il grido d’allarme lanciato dalle mamme degli alunni del IV Circolo didattico “Cesàro” di Torre Annunziata. Lo stanno chiedendo da settimane e lo hanno ribadito ancora una volta martedì scorso dinanzi alla sede dell’Asl di via Murat. Vogliono la verità sul caso «tubercolosi», scoppiato il mese scorso e che coinvolse una maestra di scuola, ricoverata per un’infezione ai polmoni. La malattia era incubata già da qualche mese, ma solo a febbraio è esplosa nella sua virulenza costringendo la maestra al ricovero ospedaliero. Da allora l’allarme non è mai cessato. «Non c´è alcun pericolo per gli alunni», così Annamaria Scafarto, prima collaboratrice del dirigente scolastico, aveva rassicurato i genitori sulla sicurezza igienico-sanitaria dell´Istituto . «La docente - aveva spiegato - è assente da prima delle festività natalizie. Solo da una settimana abbiamo ricevuto dal dott. Francesco Fanara dall´Asl la notizia che era affetta da tubercolosi. Immediatamente abbiamo adottato tutte le precauzioni del caso. Possiamo dire che la situazione è sotto controllo». Ma la tensione è ritornata dopo che si era sparsa la voce che c’erano altri due casi di tubercolosi che avevano colpito due alunni della stessa scuola. «Stiamo parlando di bambini - afferma una mamma - e nei giorni scorsi ci era stato comunicato che c’erano altri due casi. Qui invece ci dite il contrario e si parla della positività dei tintest. Siamo mamme e non possiamo vivere con il terrore che i nostri figli possano ammalarsi di una malattia che oramai credevamo debellata». A infondere tranquillità ci ha pensato l’epidemiologo Colucci. «E’ vero - ha affermato - forse c’è stata poco chiarezza da parte nostra, ma errare è umano, l’importante è riconoscere con responsabilità gli errori fatti e chiarirci una buona volta. Al momento non c’è nessun altro caso, non c’è da preoccuparci, siamo genitori anche noi e l’interesse è comune. Quando ci è stato comunicato da Napoli del caso di tubercolosi - ha continuato con voce ferma l’epidemiologo - abbiamo sottoposto al tintest i 15 alunni che erano stati a contatto diretto e continuativo con la docente, test che hanno effettuato anche i genitori. De 15 alunni otto di questi sono risultati positivi, nel senso che hanno iniziato delle procedure antibiotiche, ma questo non significa affatto che siano contagiosi. Degli otto bambini, due sono stati sottoposti ad un dosaggio maggiore di farmaci. Ma non ci sono ulteriori casi di tubercolosi, quindi evitiamo inutili allarmismi». Le mamme però non sono tranquille. Chiedono che tutti gli alunni della primaria siano sottoposti al test e non solo quelli che hanno avuto un contatto diretto con la maestra. «Abbiamo applicato tutte le procedure previste, quindi basta allarmismi», è la pronta replica del responsabile dell’Asl Francesco Fanara. Poi mostra il documento inviato al dirigente della scuola nel quale ha comunicato gli ultimi aggiornamenti. «Si comunica che in seguito alla segnalazione di un caso di tubercolosi polmonare occorso ad un operatore scolastico del IV Circolo - si legge nella nota - si è tempestivamente proceduto, secondo protocollo, ad un accurato screening degli alunni. Successivamente coloro che sono risultati positivi al test della mantoux, da non considerarsi contagiosi, sono stati sottoposti ad ulteriore indagine ed approfondimenti clinici specialistici». Ma nemmeno queste dichiarazioni hanno convinto i genitori e alla fine i medici dell’Asl, messi alle strette, hanno deciso di sottoporre a test tutti gli alunni della scuola. ENZA PERNA (dal periodico settimanale TorreSette)