A cura della Redazione
Agevolazioni Tares, oltre mille le domande. Fondi comunali insufficienti? Agevolazioni fiscali sulla Tares, a che punto siamo? E’ la domanda che si pongono centinaia di famiglie di Torre Annunziata che hanno presentato l’istanza per vedersi ridurre l’importo della tassa sulla spazzatura. Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 15 febbraio scorso e sono oltre mille le richieste pervenute da parte dei contribuenti. Tuttavia l’esame vero e proprio delle pratiche non è ancora cominciato. Al momento è stata fatta solo un’istruttoria sommaria delle domande, raggruppandole a seconda della tipologia delle famiglie richiedenti (disoccupati, cassintegrati, pensionati, con più di quattro componenti, ecc.). Come ancora non si sa chi dovrà occuparsene nel merito, l’Ufficio Tributi del Comune o la Soget, società concessionaria per la riscossione e la lotta all’evasione. Di certo si è accumulato un po’ di ritardo e si dovrà procedere quanto più speditamente possibile, visto che l’ultima rata della Tares 2013 scade a maggio, anche se poi è stata prorogata a fine luglio. Come si ricorderà, la somma stanziata per le agevolazioni ammonta a 120 mila euro, molto probabilmente insufficiente per rispettare le percentuali fissate per ogni singola categoria di beneficiari. «Nel 2010 - afferma il consigliere comunale Antonio Gagliardi, promotore dell’iniziativa - l’Amministrazione stanziò, sotto il mio Assessorato, 500 mila euro in bilancio e non tutte le risorse furono poi utilizzate. L’anno scorso, invece, non c’era un euro per tale iniziativa e solo con un emendamento è stato possibile reperire i fondi. Senza contare che il bilancio è stato approvato a novembre, quando oramai tutte le risorse era già state impegnate per altri progetti». Ad un calcolo superficiale, e sempreché tutte le domande presentate fossero accolte, ciascun contribuente potrebbe ottenere uno sgravio di 120 euro. Ma le cose non stanno proprio così perché le percentuali di riduzione della tassa variano sia a seconda del tipo di contribuenti che in base al reddito familiare. Si parte dal 60 per cento di esenzione per i nuclei familiari con più di quattro componenti per arrivare al 40 per cento per i pensionati. Ma tali percentuali si abbassano notevolmente al crescere del reddito Isee. Ma cosa succede nel caso in cui la somma occorrente per soddisfare tutte le richieste fosse di molto inferiore a quella stanziata? «Come logica conseguenza - spiega Gagliardi - si ridurrebbero in proporzione anche le percentuali di esenzione. Supponiamo, ad esempio, che la somma occorrente fosse il doppio di quella stanziata, 240 mila anziché 120 mila euro. Ciò significherebbe che la percentuale del 60 per cento si ridurrebbe al 30 per cento e quella del 40 al 20 per cento. Comunque una cosa è certa: tutti avranno una riduzione della tassa, la cui entità al momento non è quantificabile». E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’esame delle pratiche non è ancora iniziato e non si conoscono né il numero delle domande che saranno accolte né la tipologia di contribuente. L’unico dato in possesso del Comune è il numero delle famiglie con più di cinque componenti, che è pari a 1.528. Di queste 1.073 con cinque componenti; 326 con 6 componenti; 93 con 7; 23 con 8; 10 con 9 componenti. Ma ci sono anche tre famiglie rispettivamente con 10, 11 e 13 componenti. Delle 1.528 famiglie con più di cinque componenti, però, non si conosce il numero di quante hanno presentato l’istanza di agevolazione. Ed è proprio questa tipologia di famiglia a cui viene applicata la percentuale di esenzione più alta, il 60 per cento per un reddito Isee che non supera i 9 mila euro. Nessuna agevolazione, invece, per le attività produttive. Tranne quella introdotta con un emendamento al bilancio 2013 dal consigliere Gagliardi, approvato poi dal Consiglio comunale all’unanimità. «Per facilitare l’apertura di nuove attività commerciali ed artigianali in città - si legge nell’emendamento - si propone che dal 2013 chi inizia una nuova attività economica sul territorio cittadino è esentato dal pagamento della Tares ed, eventualmente, della Tosap, per due anni dall’apertura, che aumentano a quattro anni nel caso di insediamenti nell’area delimitata dalla Zona Franca Urbana». Sicuramente un bel risparmio se si pensa che un negozio ortofrutticolo è tassato a 63 euro a metro quadrato e una pizzeria a 48 euro a metro quadrato. ENZA PERNA dal settimanale TorreSette del 14 marzo 2014