A cura della Redazione
25 novembre: uniti contro la violenza sulle donne 25 novembre: giornata indetta dall´ONU per l´eliminazione della violenza contro le donne. Un momento in cui istituzioni ed associazioni sono invitate ad organizzare attività di sensibilizzazione su una tematica di grande importanza. A partecipare sono invitate ovviamente anche le nuove generazioni. Cultura ed educazione giocano, infatti, un ruolo fondamentale nella lotta alla violenza contro le donne e i giovani possono fare proprio questo messaggio. L´ISIS "Pitagora-Croce" di Torre Annunziata ha organizzato diverse attività che hanno interessato tutte le classi in occasione del 25 novembre. Interessante è stato, soprattutto, il confronto tra attualità e passato. In primis, si è parlato dei diritti negati alle donne nel mondo. Emblematico è il caso di Malala, studentessa pakistana candidata al premio Nobel per la pace, e della sua lotta per il diritto allo studio. Poi si è riflettuto sulla condizione femminile nel passato, per esempio nel "Decameron" di Boccaccio o nella cultura classica. Questa riflessione tra presente e passato ha ispirato i lavori degli studenti ma, soprattutto, i momenti di confronto e di discussione tra le classi. C´è stata anche l’opportunità di vedere film e video inerenti alla condizione femminile tra cui "Il corpo delle donne", documentario sulla rappresentazione del corpo femminile nella TV di Lorella Zanardo, e il film "Ti do i miei occhi" diretto dallo spagnolo Iciar Bollain. Da qui gli studenti hanno potuto trarre importanti considerazioni. In particolare è emerso che la condizione femminile è fortemente influenzata dalla TV e dai mass-media in generale. Alla base dell´idea di donna-oggetto c´è una cultura maschilista che in televisione prevale ormai da decenni. Continue allusioni alla sfera sessuale e un maggiore interesse per l´apparenza più che per i contenuti sono il frutto di una gestione del mezzo televisivo che mira ad ottenere la maggiore audience possibile. Tra le stesse donne, soprattutto giovani, è diffusa la convinzione che la bellezza fisica sia un requisito indispensabile per raggiungere il successo. Ma, così facendo, si perde la propria dignità e singolarità. Anche questo è violenza. Nella vita quotidiana, poi, alcuni uomini considerano la donna un oggetto, qualcosa di cui non poter fare a meno ma che, allo stesso tempo, è sotto il loro potere. Il potere porta inevitabilmente alla violenza e, dove c´è violenza, non può esserci amore. Purtroppo non sempre le donne riescono a comprendere la gravità della situazione in tempo. Confondono questi rapporti di sottomissione con il vero amore e sono incapaci di guardare lucidamente chi hanno accanto. L´arma migliore per combattere la violenza è, come dicevamo, la cultura, l´educazione. Proprio per questo l´ISIS "Pitagora" ospiterà martedì 26 novembre un incontro, a cui parteciperanno le classi quinte, con la professoressa Oriana Palusci (Università Orientale di Napoli): "Piccole donne crescono: l´universo narrativo di Alice Munro”. Alice Munro, scrittrice canadese, vincitrice del premio Nobel nello scorso ottobre, è autrice di racconti che molto spesso hanno al centro donne. Tale incontro sarà un punto di partenza e non di arrivo. Bisogna essere consapevoli, infatti, che la violenza non si combatte un solo giorno all’anno, ma anche negli altri 364. Diversamente, il 25 novembre perderebbe ogni valore. L´impegno quotidiano può fare molto più di una singola giornata. Massimo Di Nola Classe 5C ISIS Pitagora-Croce Torre Annunziata Stamattina sono scesi in strada anche gli studenti delle altre scuole di Torre Annunziata, che hanno sfilato nell´ambito della manifestazione organizzata nella nostra città dall´Associazione "Catena Rosa - ferma il femminicidio". Il corteo è arrivato fino a Palazzo Criscuolo, sede del Comune, per sensibilizzare l´opinione pubblica sulla violenza subita dalle donne. Una delegazione dei manifestanti ha ottenuto di intervenire nel consiglio comunale che era in corso di svolgimento. Ada Ferri, presidente di "Catena Rosa", ha chiesto la possibilità di usufruire di locali per poter aprire uno sportello di ascolto.