A cura della Redazione
Raccolta differenziata a Torre Annunziata: percentuale boom Dati boom sulla raccolta differenziata a Torre Annunziata. Nel mese di settembre, la percentuale ha sfiorato il 68 per cento. Il dato è stato comunicato dalla Oplonti Multiservi, società che gestisce l’igiene urbana nella città oplontina. Un trend in continua crescita, coinciso con l’estensione del “porta a porta” all’interà collettività e con l’apertura dell’isola ecologica di via Roma. Basti pensare che negli ultimi cinque anni, dal 2008 ad oggi, la raccolta differenziata dei rifiuti è più che triplicata, passando da poco più del 20 per cento del 2008 a circa il 70 per cento nel 2013. I dati sono contenuti sul portale mysir.it, che raccoglie i risultati conseguiti dai Comuni, ed in base ai quali verrà stilato il rapporto “Comuni Ricicloni della Campania” di Legambiente, che verrà presentato il prossimo 30 ottobre all’Hotel Ramada di Napoli. Ciò che maggiormente colpisce, è che Torre Annunziata si posiziona tra i primi posti delle città virtuose. Confrontando le percentuali con quelle delle località limitrofe, si evidenzia un divario positivo considerevole. Ovviamente, occorre sottolineare che la percentuale di rifiuti differenziati prodotta è legata al numero di abitanti. In termini assoluti, tuttavia, Torre Annunziata, nei primi nove mesi dell’anno, prevale su tutti gli altri Comuni che la circondano o che sono situati a pochi chilometri di distanza. Boscoreale vanta un 57,92 per cento; Boscotrecase il 42,77 per cento; Castellammare di Stabia tocca quota 42,3 per cento; Ercolano si attesta al 41,48 per cento; Pompei si ferma al 37,08 per cento; Portici al 61,25 per cento; Torre del Greco al 46,72 per cento; Terzigno al 49,25 per cento; Trecase al 42,66 per cento. I 43.981 abitanti oplontini producono, in media, circa un chilogrammo di rifiuti al giorno pro capite. Le percentuali più alte sono rappresentate dai rifiuti biodegradabili di cucine e mense (36,9 per cento), insieme ai rifiuti urbani non differenziati (34,15 per cento). Ci sono poi gli imballaggi in vetro (6,48 per cento), quelli in materiali misti, che concorrono con il 6,11 per cento, e la carta e cartone (5,39 per cento). Complessivamente, da gennaio a settembre 2013 sono stati prodotti 12 milioni 645 mila 140 chilogrammi di rifiuti, vale a dire poco meno di 300 chilogrammi pro capite. Le buone notizie, però, non devono far dimenticare che esistono ancora sull’intero territorio comunale “zone franche” in cui si continua a sversare indiscriminatamente. Un enorme problema irrisolto, che vanifica quanto di buono è stato fatto sotto il profilo della corretta differenziazione dei rifiuti. DOMENICO GAGLIARDI