A cura della Redazione
La crisi delle edicole a Torre Annunziata. Intervista ad Angelo Belfiore Nell’era del dominio di internet, c’è ancora qualcuno che ama l’odore della carta stampata. Tra queste persone tu, lettore, che stai leggendo questo articolo. Ma purtroppo non è un segreto che il settore dell’informazione “tradizionale” sia in forte crisi. Quali sono le cause di questo crollo? Come si può rimediare? Ne abbiamo parlato con Angelo Belfiore (foto), titolare della omonima edicola di corso Umberto I, uno degli storici punti di riferimento per la carta stampata a Torre Annunziata. E, con un discorso che abbraccia passato, presente e futuro, fa il punto della situazione ed esprime il suo punto di vista. «Ormai svolgo quest’attività da cinquantun’anni - ci dice -. A Torre Annunziata, da nord a sud, c’erano circa quindici edicole, poi sono aumentate toccando quota ventidue. Prima era diversa la situazione, gli affari andavano bene. Il primo fattore che ha causato il declino della carta stampata è stato senza dubbio l’avvento dell’euro e la conseguente crisi economica. Un tempo c’era il ricambio generazionale. Ad esempio per un lettore che moriva c’era un giovane che “prendeva il suo posto”. Oggi non è più così, e su cento lettori solo il 20 per cento legge i giornali. Attualmente di edicole a Torre ce ne saranno solo una dozzina, a causa di questa situazione. Colpa anche degli editori che hanno favorito la vendita di giornali all’interno dei centri commerciali e hanno promosso pubblicazioni spazzatura. Così hanno sfavorito le edicole, che si ritrovano con tante copie in resa. Anche la mia edicola è in vendita - prosegue Belfiore -, ma nessuno vuole investire. La diminuzione di lettori è dovuta, inoltre, all’avvento delle televisioni e di internet. Parliamo dello sport, ad esempio: un tempo, dopo le gare del campionato, il tifoso comprava il giornale e leggeva la rassegna stampa sulla partita. Oggi, invece il tifoso guarda la televisione e legge su internet la carrellata di notizie che il web offre. Crede così di aver risolto il problema, non conscio del fatto che a stare ore davanti ad un computer può far male alla salute. Oggi al massimo dei giornali si legge solo il titolo iniziale, non l’articolo completo. Grande danno lo hanno fatto anche i telegiornali, che propongono la rassegna stampa quotidiana dove si legge solo la prima pagina del giornale, mentre al resto non si presta attenzione». Le parole di Belfiore sono intrise di rabbia e rassegnazione. «Soluzioni? Possono sembrare parole forti, ma dipendesse da me chiuderei i giornali su internet - chiosa il decano degli edicolanti -. E’ vero, internet è figlio del progresso, ma questa secondo me resta l’unica alternativa, anche se è una cosa impossibile a realizzarsi». Parole forti, da parte di chi da mezzo secolo serve la città diffondendo l’informazione. Cosa fare allora? Rinunciare ad internet è impossibile, ma si può trovare una via di mezzo senza fare un processo agli “altri” media. Il piacere di sfogliare un giornale, di sentire l’odore della carta appena uscita dalle rotative vale molto di più di un semplice “clic” sul mouse del nostro pc. ANTONIO DE ROSA