A cura della Redazione
Nasce la Soprintendenza archeologica autonoma di Pompei. Dimenticata Oplontis Finalmente si riparte col piede giusto: l’autonomia organizzativa di Pompei è la priorità assoluta per valorizzarne l’area archeologica e rilanciarne l´immagine nel mondo. A tutto ciò puntano le misure contenute nel decreto ´Valore cultura´, varato dal Consiglio dei Ministri, sul sito archeologico di Pompei, a ragione o a torto al centro della polemica sulla politica culturale in Italia e più nello specifico sui recenti scandali sullo stato di conservazione dei beni. ´´Siamo convinti che dalla cultura si puo´ ripartire per creare crescita e posti lavoro, per dare un futuro al paese, per credere nelle nuove generazioni´,´ ha spiegato il ministro per i Beni Culturali, Massimo Bray al termine del Consiglio dei Ministri. E’ una virata a 360 gradi rispetto a dichiarazioni rilasciate qualche anno prima da un suo illustre collega che affermava: "con la cultura non si mangia”. Il ministro Bray ha annunciato all’opinione pubblica nazionale: ´´Per Pompei e´ stato deciso di istituire la figura di un direttore generale del ´Grande Progetto Pompei´ per gestire e coordinare gli interventi e gli appalti esterni (buffer zone o zona cuscinetto) ed interni al sito archeologico. Inoltre – ha proseguito il ministro - la Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia sara´ separata dal polo museale di Napoli e Caserta, che sarà sede di una nuova Soprintendenza per i beni archeologici´´. Bray ha il merito di aver superato pregiudizi e la scarsa conoscenza della recente gestione dei siti archeologici vesuviani ripristinando di fatto l’assetto organizzativo della "Leffe Veltroni” per una struttura archeologica autonoma del sito di Pompei e degli altri siti vesuviani. Si tratta ora di applicare in pieno i principi dell’autonomia, a partire dalla designazione del menager. Il ceto politico del territorio, che esulta insieme ai rappresentanti sindacali ed alla società civile locale, rivendica ora la nomina di un tecnico d’appartenenza, conoscitore delle problematiche di natura amministrativa e delle necessità di restauro e messa in sicurezza dei monumenti archeologici scavati nell’agro vesuviano. Il decreto Bray dovrà probabilmente essere rivisto, perché il profilo della nuova Soprintendenza autonoma di Pompei non è lo stesso di quella precedente all’unificazione con Napoli. Uno dei primi a farlo notare è stato Antonio Irlando, che ha twittato: ok separare Pompei da Napoli. Dimenticati Oplonti con la Villa di Poppea (sito Unesco al pari di Pompei) e Boscoreale con il museo ispirativo al pagus pompeiano". Partita una ferma richiesta di rettifica dall’ex vicesindaco di Torre Annunziata Antonio Gagliardi. "Finalmente una vera buona notizia per Pompei e per i beni culturali della Campania - ha esultato sull’altra sponda politica l’ex senatrice De Feo -. Da quanto si apprende e´ stato approvato un decreto legge che contiene misure importanti per la piena tutela e valorizzazione del nostro patrimonio e che riconosce la fondatezza e la lungimiranza di alcune battaglie che abbiamo sostenuto, spesso insieme alle organizzazioni sindacali, in questi anni". La De Feo ha condiviso la necessità di separare la gestione di Pompei e degli altri siti archeologici vesuviani dalla Soprintendenza di Napoli, costituendo una apposita Soprintendenza archeologica autonoma, presupposto di una governance speciale per Pompei che sarà affidata a un direttore generale (e non al solo Soprintendente). Il Sindaco di Pompei Claudio D’Alessio saluta con favore il decreto “Valore Cultura” e ringrazia il Governo Letta “per aver dotato la città archeologica di un provvedimento di grande valore”. “E’ la notizia più bella che poteva giungere – esulta D´Alessio, interpretando il sentimento di tutti i suoi concittadini -. Salutiamo con favore la scelta del Governo che ha voluto ridare prestigio ed attenzione al nostro sito archeologico conferendogli la sua autonomia. Nel contempo apprezziamo – prosegue D’Alessio - la scelta di aver pensato ad un Direttore Generale con ampi poter per seguire con la dovuta attenzione il ‘Grande Progetto Pompei’. La recente attenzione sulle negatività, venutesi a verificare negli ultimi tempi – ha concluso - necessitavano di una presa di posizione seria e fattiva”. MARIO CARDONE