A cura della Redazione
L´ordigno ecologico di via Plinio La questione del degrado nella zona sud della città giunge sul tavolo del Procuratore della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata. Circa ottanta i firmatari dell’esposto-denuncia sulle precarie condizioni igienico-sanitarie di via Plinio e via Castriota, che rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità. Come si sa, la Tess Spa appaltò i lavori per la realizzazione dei sottoservizi a supporto del “nascente” megaparco delle eccellenze campane, denominato Pompei 2000, nell’area ex Tecnotubi-Vega. Tuttavia, a causa dei blocchi dei fondi da parte della Regione, e successivamente con la messa in liquidazione della Tess, i lavori furono interrotti, con la giacenza di cumuli di terriccio lungo le due arterie, tra cui sembrano esserci scorie di amianto tra i materiali di risulta. «I cittadini residenti, che hanno per anni convissuto con la realtà industriale della Tecnotubi-Vega - si legge nell’esposto - sono costretti oggi a subire la grave mortificazione di continuare a convivere con cumuli di rifiuti tossici, assistendo da ormai oltre tre anni al solito valzer delle responsabilità da parte degli Enti pubblici. Il Comune di Torre Annunziata, e per esso il sindaco, anche in ragione delle specifiche competenze in materia attribuitegli dalla legge, non è mai intervenuto in maniera efficace, limitandosi con tempi critici ad adottare atti efficaci... Si sono registrati, negli ultimi anni, secondo quanto riferito da fonti mediche, diversi casi di mortalità per cancro ai polmoni... Nel tempo, sia i cantieri sospesi di via Plinio che quelli di via Castriota, sono divenuti ricettacolo di rifiuti che solo saltuariamente vengono rimossi per poi riformarsi dopo qualche giorno... Per tutti i fatti esposti e per quelli che si potranno successivamente accertare - conclude la denuncia - si chiede la punizione dei colpevoli e ci si riserva la costituzione di parte civile». La vicenda ha visto anche la presentazione di due interrogazioni da parte dei consiglieri regionali Antonio Marciano (Partito Democratico) e Anita Sala (Centro Democratico). Marciano, in raccordo con il circolo e il gruppo consiliare del Pd di Torre Annunziata, ha sollecitato un intervento serio della Giunta regionale che «ha gravi responsabilità su questa fase di stallo che danneggia seriamente la città». «La salute dei cittadini - ha affermato invece la consigliera Sala - non può ulteriormente essere messa a rischio dall’amianto presente sulla carreggiata che, oltretutto, impedisce la normale circolazione in quel tratto di strada. Insieme con il presidente della Commissione speciale per il controllo sulle bonifiche, Antonio Amato, abbiamo valutato l’ipotesi di interrogare anche l’Arpac per valutare con attenzione i risultati dei carotaggi in corso d’opera in queste ore. Durante l’audizione - prosegue la consigliera -, alla quale hanno preso parte l’assessore di Torre Annunziata Francesco Colletto, l’avvocato Giuseppe Carannante per la Regione e il Commissario Catenacci per la Tess, è stato affrontato, in via prioritaria, il problema dello smaltimento dei rifiuti, per poi giungere in un secondo momento alla definizione della questione della società Tess che, in qualità di stazione appaltante, curava i lavori di riqualificazione dell’area prima che fosse messa in liquidazione per blocco dei fondi da parte dell’amministrazione regionale». Ma la risposta inviata dal Settore Ambiente della Regione Campania, all’interrogazione presentata dal consigliere Marciano, è stata considerata dallo stesso molto grave. «E’ in pratica uno scaricabarile scritto in un magnifico e fluido linguaggio burocratico - sottolinea ancora la nota diramata dal Pd -. Si sorvola sul fatto che la Regione Campania ha assunto un ruolo essenziale nei processi di bonifica dell’area vesuviana e nell’applicazione delle misure che scaturiscono dagli accordi di programma. In pratica si vuole evincere che la Regione Campania non ha intenzione di fare nulla nei prossimi mesi rispetto a questa delicata questione. Nei prossimi giorni il Pd compirà ulteriori passi affinché si esca dal letargo e dalle ambiguità su questa delicata questione investendo tutti i soggetti interessati». BENNI GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 19 luglio 2013)