A cura della Redazione
Il progetto: Pompei 2000, ci siamo... o quasi Qualcuno si ricorda ancora del progetto Pompei Tech World? Parliamo del megaparco virtuale che avrebbe dovuto riprodurre l’antica Pompei. Era come tuffarsi nel passato alla riscoperta del tempo che fu. Il progetto è rimasto sulla carta per anni, per poi cedere il posto ad una nuova iniziativa: Pompei 2000, un megaparco con parcheggi sotterranei, multisale cinematografiche, centri commerciali, aree fieristiche, strutture alberghiere. L’iniziativa imprenditoriale consiste nel recupero delle aree industriali dismesse ex Tecontubi-Vega e area limitrofa (in tutto circa 200 mila metri quadrati), con l’abbattimento dei capannoni attualmente esistenti e la creazione di un parco tematico integrato, con funzioni terziarie, ricettive, espositive ed artigianali al fine di capitalizzare le potenzialità ricettive dell’area, con un annesso centro commerciale, in attuazione del Contratto d’Area Torrese-Stabiese. Neanche questo progetto, però, è andato in porto, e si teme molto per la sua realizzazione. Vicende alterne ne hanno minato la credibilità, tra cui la revoca del finanziamento da parte del Ministero dello Sviluppo economico di 36 milioni di euro, la metà del costo complessivo dell’opera, che si aggira intorno ai 73 milioni di euro. E’ come se una maledizione si fosse abbattuta sull’area ex Tecnotubi-Vega. Acquistata nel 1998 dall’imprenditore avellinese Abate, nel 2004 viene venduta ad nuova società, Pompei 2000 SpA. E’ inutile stare qui a raccontare le peripizie che hanno caratterizzato questo ultimo decennio: lungaggini burocratiche, pareri che tardano ad arrivare, varianti urbanistiche, decreti ministeriali da adottare, annullamento da parte della Soprintendenza di Napoli dei provvedimenti relativi alle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal comune di Torre Annunziata, con ricorso (vinto) al Tar da parte della società. E quando tutto sembra superato, ecco che si scopre che manca la certificazione di collaudo da parte della Tess relativa all’avvenuta bonifica dell’area dall’amianto. Ed allora cosa si fa? Facciamo un passo indietro, e ripartiamo da quando la Tess completa l’opera di bonifica dall’amianto nell’ex area Tecnotubi-Vega, con un intervento dal costo di oltre 5 miliardi di lire. Per la società Pompei 2000 l’operazione non è stata mai portata a termine in modo completo e ciò non consente il rilascio delle autorizzazioni da parte del Ministero dell’Ambiente. L’unico aspetto che fa ben sperare per il futuro è la ferma determinazione della società di portare avanti il progetto nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso. Ed è così che si decide di rifare la caratterizzazione e le analisi dei suoli, completare la bonifica dei suoli, con un aggravio di spese non indifferente, ed ottenere, infine, la validazione da parte dell’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente. Manca l’ultimo tassello: l’autorizzazione da parte del Ministero dell’Ambiente, che a sua volta rimanda alla Regione l’atto finale. Risolto questo ultimo problema di competenza, nessun altro ostacolo dovrebbe frapporsi per la realizzazione del magaparco. Al momento la società ha già investito nell’area oltre 15 milioni di euro (acquisto aeree, bonifica del suolo, lavori per lo smantellamento di linea di alta tensione e conseguente interramento del cavo). «Attualmente - afferma un tecnico della società - stiamo provvedendo agli espropri per la realizzazione delle infrastrutture legate alla viabilità, mentre già sono in corso di realizzazione i lavori per la rampa di raccordo tra la viabilità comunale e l’autostrada A3 Napoli-Pompei-Salerno, infrastruttura che servirà sia il parco Pompei 2000 che il centro commerciale Maximall di via Andolfi». La realizzazione del mega-parco rappresenta un’opportunità imperdibile per Torre Annunziata perché, al di là dei risvolti positivi che una simile opera apporterebbe in termini occupazionali (si parla di circa 400 lavoratori compreso l’indotto), ci sarebbero vantaggi enormi per la città in termini di realizzazioni di grandi opere di urbanizzazione, dal costo di circa 30 milioni di euro (parcheggi, strade, rotonde, collegamenti autostradali ecc.). (dal settimanale TorreSette del 17 maggio 2013