A cura della Redazione
L´ultimo saluto a Giovannino Giraud: la leggenda vivrà in eterno Torre Annunziata e il Savoia piangono Giovannino Giraud. La leggenda dei biancoscudati si è spenta nella notte tra giovedì e venerdì scorsi all´età di cento anni. Stamane, sono stati celebrati i funerali presso la Basilica di Maria SS. della Neve. Giovannino Giraud nacque a Messina il 28 gennaio 1913, dal padre Alfredo (a cui è intitolato lo stadio comunale di Torre Annunziata). E´ il terzo di cinque fratelli, tutti accomunati da una sola passione: il calcio. Negli anni Trenta del secolo scorso, Giovannino militò nel Savoia in campionati di prima divisione (oggi definiti Lega Pro) e fu ceduto al Napoli per 95.000 lire. Ritornò nella squadra oplontina nel 1932 e vi rimase fino alla stagione 1939-1940, collezionando più di cento presenze ed una quarantina di reti. Qualche mese fa aveva festeggiato il suo centesimo compleanno: in una foto c’è lui, una maglia del Savoia e una torta con il logo della stessa squadra oplontina. Un´immagine che testimonia il calore di una società e di una città che non l’hanno mai dimenticato. Il 3 maggio, alle due di notte, la leggenda si spegne. Monsignor Raffaele Russo, parroco della Basilica Madonna della Neve, ha così ricordato l’ex calciatore nella sua omelia: “Ho avuto la fortuna di conoscerlo. Giovannino è stato un vero signore, campione dentro e fuori dal campo. E’ uno degli esponenti della famiglia Giraud che tanto hanno dato a Torre Annunziata (due suoi fratelli sono stati con lui titolari nel Savoia, ndr). La nostra riconoscenza deve manifestarsi in preghiera per lui”. Sulla bara una maglia bianca con il suo numero 11 e la scritta “Giovannino per sempre”. I tifosi più anziani ci possono testimoniare le magie in campo di Giovannino con quella casacca. E c’è anche il saluto da parte degli ultras oplontini: “Addio capitano… Addio leggenda. Ciao Giovannino!”. Non mancava niente: la maglia, lo striscione… anzi, una cosa mancava: la gente. Dentro e fuori la chiesa pochissime erano le persone che gli hanno tributato l´ultimo omaggio. Inspiegabile l´assenza delle Istituzioni comunali. A far sentire la loro vicinanza, invece, la compagine societaria ed il capitano del Savoia, Nino Guarro. Perché Torre Annunziata non celebra i suoi idoli? Perché, ad un estremo saluto per un nostro pezzo di storia si presentano in pochi? Ringraziare per il bene ricevuto è il miglior modo per riceverne altro. La morte non fermerà il cuore di Giovannino, che continuerà a battere, ovunque si trovi. Vivrà ancora in quello stadio e in quella maglia che ha onorato per tutta la vita. ANTONIO DE ROSA