A cura della Redazione
Primo maggio in Circumvesuviana: carrozze sfasciate e stazioni nel caos Pubblichiamo lo sfogo del collega e amico Alberto Borrelli, giornalista professionista, scritto d´istinto dopo l´odissea vissuta oggi dalla figlia. La ragazzina si è trovata nel pieno dell´assalto ai treni della Circumvesuviana diretti in costiera. Carrozze bloccate e sfasciate, stazioni nel caos in preda a bande di vandali impuniti. Un´autentica vergogna alla quale hanno assistito turisti increduli. Sempre peggio. Così davvero non c´è futuro per la nostra terra. Oggi ho incontrato a Torre Annunziata centinaia di turisti delusi, spaesati, sbigottiti. Molto ´arrabbiati´. Sono rimasti bloccati per ore nella stazione oplontina. A gruppi hanno abbandonato la stazione assediata (da altri passeggeri imbufaliti e dai soliti teppisti impuniti) ed hanno deciso di proseguire a piedi verso Pompei. L´ennesima figuraccia internazionale. Mia figlia ha vissuto un´incredibile odissea, per fortuna finita bene. Stamane era diretta a Sorrento con i suoi amici di scuola. E´ partita da Torre Annunziata ma a Sorrento non è mai arrivata. Addirittura, dopo essere letteralmente scappata dal treno, bloccato nella stazione di Castellammare di Stabia da una banda di teppisti (hanno sfasciato carrozze e acceso risse), la ragazza ha cercato di far ritorno a casa ma il treno, per sfuggire ad altri assalti, non si è fermato a Torre Annunziata ed ha proseguito la sua corsa, fino a Napoli. Da qui è riuscita miracolosamente a prendere un treno (uno dei pochi ancora in grado di partire) che l´ha portata fino a Torre del Greco. Da lì è stata costretta ad affittare un taxi collettivo (5 euro a testa!) per tornare a casa. Una vergogna. Come ci si è potuti ridurre così, proprio non riesco a capirlo. Se salta la Circumvesuviana, per il nostro territorio è davvero la fine. Non comprendo come si sia arrivati a tanto degrado... O forse no, lo capisco sempre di più... purtroppo. Lei, mia figlia, continua a rimproverarmi: ´´Papà, dove mi hai fatto nascere...´´, sentenzia implacabile. Devo cominciare ad ammettere che non le si puo´ dare torto... Che dolore. Sono tornato a lavorare ed a vivere nella mia terra dopo tanti anni passati a Milano. Tanto entusiasmo, tanti nuovi progetti... Ogni giorno, purtroppo, me ne devo pentire... Davvero dobbiamo decidere di scappare lontano, stavolta per sempre? Davvero non c´è altra soluzione? ALBERTO BORRELLI