A cura della Redazione
Il maggiore Toti saluta Torre Annunziata. Tributo al Circolo Professionisti Serata-tributo per il maggiore dei carabinieri Luca Toti. Il comandante della Compagnia di Torre Annunziata lascerà l’incarico il 30 settembre. Guiderà il Gruppo Investigativo di Bologna, alle dipendenze del Comando Provinciale dell’Arma, retto, per ironia della sorte, da un altro cittadino di Torre Annunziata, il colonnello Alfonso Manzo. Al suo posto arriverà il capitano Michele De Riggi, formatosi all’Accademia di Modena, proveniente dalla Compagnia carabinieri di Voghera. La manifestazione, svoltasi giovedì 27 settembre, è stata organizzata dal direttore de La Voce della Provincia, storico quindicinale locale, Pasquale D’Amelio. Tante le personalità che hanno affollato, insieme a molti altri cittadini, la sala del Circolo Professionisti e Artisti di Torre Annunziata, presieduto da Antonio Manzo. Presenti il sindaco Giosuè Starita, mons. Raffaele Russo, parroco rettore della Basilica Pontificia di Maria SS. della Neve, il tenente colonnello Nicola Conforti, comandante del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata, esponenti delle forze armate e della stampa locale. Dopo quattro anni, dunque, il maggiore Toti va via dalla città oplontina. Vi era giunto, infatti, proprio il 30 settembre 2008. «Abbiamo ritenuto doveroso tributare il giusto ringraziamento a Toti per tutto ciò che ha fatto per la nostra città», ha esordito D’Amelio. «Il maggiore Toti è venuto tante volte a trovare i ragazzi dell’Oratorio - ha affermato mons. Russo -. Giovani che vivono in un quartiere difficile come quello dell’Annunziata, molti dei quali figli di carcerati. Si è fatto voler bene ed è stato accolto nel migliore dei modi. Toti è una gran bella persona, che ha saputo dialogare con i ragazzi, cercando di risolvere i problemi. Lo ringrazio per questi quattro anni al servizio della città a nome di tutta la comunità ecclesiale torrese. Gli faccio tanti auguri per la sua carriera», ha concluso il sacerdote. «La città vuole cambiare - ha dichiarato il sindaco Starita -, seppur tra mille contraddizioni e situazioni di degrado. Negli anni abbiamo assistito ad una violazione sistematica delle regole, non solo da parte della camorra ma anche della gente “comune”. Ciò ha portato ad una vera e propria disgregazione sociale e all’affermazione dell’individualismo. Abbiamo perso quel senso di comunità che caratterizza ogni società civile. Gli sforzi del maggiore Toti e dei suoi uomini sono serviti a cambiare le cose attraverso un’azione incisiva di ripristino della legalità a tutti i livelli. Toti è stato un esempio di lavoro, impegno, generosità, operosità ma soprattutto di umanità. Ci lascia consapevoli che la sua opera ha tracciato un’inversione di tendenza rispetto al passato. Ora le prospettive sono senz’altro migliori. A nome dei cittadini di Torre Annunziata - ha concluso Starita - ringrazio il maggiore Toti per l’impegno profuso. Lo saluto con un “arrivederci”, con la speranza di ritrovarlo qui al più presto, anche come turista». C’è tanta emozione e partecipazione nella sala. Le testimonianze di affetto verso Toti sono intervallate dai canti del Coro Salesiano oplontino e dalle poesie dedicategli dagli studenti della scuola media “Pascoli”. A prendere la parola, poi, con un filo di emozione, è il protagonista della serata. «Per me questa è una giornata carica di sentimenti - ha dichiarato Toti, che nell’occasione si è dimostrato anche un abile oratore -. Quando giunsi a Torre Annunziata rimasi sbaLordito dal suo stato di confusione sociale. Ho sempre pensato che le rivoluzioni partano dalle piccole cose, che nulla cambia drasticamente dall’oggi al domani. La mia azione e quella dell’Arma, qui a Torre Annunziata, è stata incentrata su due aspetti fondamentali. Il primo, educare i cittadini alla legalità e al rispetto delle regole. Era impensabile che quasi tutti non indossassero il casco sugli scooter o non allacciassero le cinture di sicurezza in auto. Spesso, quando fermavo le persone, mi dicevano che c’erano problemi ben più gravi quali la camorra, gli omicidi, le rapine. La camorra, insomma, era l’alibi per vivere nell’illegalità. Ed invece, il problema reale di questa città sono proprio i torresi e la loro quasi totale mancanza di educazione alla legalità. Se ciascuno diventa germe in grado di diffonderla, allora le cose cambieranno. Io ci ho buttato il sangue - ha affermato testualmente Toti - in tutti questi anni per instillare la cultura della legalità. Il secondo aspetto attiene alla creazione delle sinergie tra le Istituzioni, Arma compresa, per far sì che ci sia un reale cambiamento. La repressione da sola non basta, anzi è la malattia. Occorre prevenire, far capire che solo vivendo nel rispetto delle regole la società può migliorare». Il maggiore Toti conclude il suo discorso ringraziando coloro che lo hanno “accompagnato” in questa sua esperienza all’ombra del Vesuvio. Dai ragazzi e docenti delle scuole, alla Chiesa («anche il carabiniere, per certi versi, è come un missionario, perché partecipa alla cura della società in cui opera», ha affermato). Dai «miei e nostri carabinieri», a tutte le forze di polizia che hanno collaborato con lui nella difficile azione di contrasto alla malavita sul territorio. Dal sindaco Starita a tutti gli altri primi cittadini dei dieci Comuni su cui ha competenza la Compagnia dei carabinieri oplontina, al viceprefetto Cinzia Guercio, commissario straordinario del Comune di San Giuseppe Vesuviano («con lei la città ha conosciuto l’ordine e la disciplina»), e al tenente colonnello Conforti, «per il supporto e la massima serenità con cui ci ha fatto lavorare». Un ringraziamento speciale, poi, per i genitori, anch’essi presenti in sala, «perché la famiglia è la prima cellula della società da cui si trasmettono la legalità ed i valori umani». Ed infine, Toti si rivolge a «tutti quei civili e militari che hanno perso la vita per la legalità, come il maresciallo Luigi D’Alessio» (in sala era presente la figlia Isabella). Torre Annunziata, se in questi anni è cambiata in meglio, lo deve anche alla forza di volontà e al lavoro del maggiore Toti e dei suoi uomini. C’è ancora molto da fare, è vero. Ma l’esempio del “carabiniere venuto dall’Abruzzo” può essere da stimolo a tutti i cittadini. Impariamo ad amare e a proteggere Torre Annunziata, iniziando a rispettare le regole. Proprio come ci ha insegnato Toti. Ed allora, «Ad maiora, Maggiore!». DOMENICO GAGLIARDI Un´ultima annotazione. A fine serata, Toti ha ricevuto in dono un´opera pittorica realizzata dall´artista Crescenzio D´Ambrosio, consegnatagli dal dirigente del Liceo "de Chirico" Felicio Izzo. Infine, Pasquale D´Amelio ha consegnato a Toti una targa, firmata da tutta la stampa torrese, che sottolinea l´opera meritoria svolta dal maggiore dei carabinieri sul nostro territorio.