A cura della Redazione
Tendostruttura del Liceo Pitagora, incuria e degrado Appena sette mesi ed è di nuovo degrado. La tendostruttura nei pressi del Liceo Pitagora è tornata ad essere un “monumento” alla fatiscenza e all’incuria. Eppure, nel novembre 2011, gli studenti dell’Istituto di via Tagliamonte si erano resi protagonisti di una bella iniziativa. Armati di scopa, palette e mascherine, insieme ai docenti, avevano ripulito la struttura su cui, lo ricordiamo, ha competenza la Provincia di Napoli. Una pulizia simbolica, che aveva dato una speranza a questa città di riappropriarsi di spazi troppo spesso negati, soprattutto ai giovani. Un segno della fattiva partecipazione dei ragazzi al cambiamento in una città che, negli ultimi anni, vive nell’immobilismo totale, sul piano sociale, economico ed istituzionale. Facendo un giro nella tendostruttura, abbiamo trovato mura imbrattate dallo spray, sporcizia un po’ ovunque, sediolini rotti e divelti, coperture distrutte. Insomma, sono “bastati” poco più di duecento giorni affinché l’egregia opera degli studenti fosse vanificata. I fondi per il ripristino della tendostruttura ci sono, grazie all’impegno del dirigente scolastico Benito Capossela. Ottocentomila euro, di cui la metà già inseriti nel Bilancio 2011 dell’Ente di piazza Matteotti. Nel 2012, prevista l’erogazione (?) dei restanti 400 mila euro. Marco Seppone, autore dell’articolo sull’iniziativa (pubblicato sul numero di TorreSette del 2 dicembre scorso) scriveva: «Recitando la parte dello scettico e del puntiglioso, penso che le vere difficoltà arrivino adesso. Quante volte, sui giornali, abbiamo letto di promesse di rivalutazione di complessi poi mai realmente avvenute? Quante volte abbiamo assistito alle pompose dichiarazioni di grandi progettazioni, dimostratesi in seguito inconsistenti, dei nostri amministratori? Quanto volte ciò ha portato in noi amarezza e sfiducia nel futuro? Onde evitare di rimanere nuovamente scottati, quindi, bisogna spalancare occhi ed orecchie a mo’ di cane da guardia, affinché non ci sfugga nemmeno un minimo passaggio che veda protagonista la gestione delle risorse destinate alla tendostruttura». Parole drammaticamente profetiche, che restano attuali. Chissà che, a distanza di sette mesi, non scuotino la coscienza di qualcuno, ricordandogli che ogni promessa è debito! Non vorremmo assistere ad una vicenda in stile “ponte di via Sepolcri”. Occoreranno altri sette anni prima di intervenire? DOMENICO GAGLIARDI da TorreSette del 22 giugno 2012