A cura della Redazione
Multiservizi, i sindacati contro Starita: «Vuole privatizzare la società» Un´altra patata bollente nelle mani del sindaco Giosuè Starita e della sua Amministrazione. Come se non bastasse il problema dei lavoratori in cassa integrazione e mobilità, anche i dipendenti della Oplonti Multiservizi, società partecipata del Comune oplontino, manifestano le perplessità sul loro futuro occupazionale. A destare preoccupazione è la determina dirigenziale n. 608 del 30 dicembre 2011, che a sua volta richiama altre determinazioni precedenti, nella quale si sancisce la completa privatizzazione dei servizi svolti dalla Società: sosta a pagamento, pulizia di strutture giudiziarie, pulizie di edifici pubblici e gestione dell’igiene urbana. Di questo documento sembra non esserci traccia, tanto che non compare neanche sul sito web istituzionale del Comune. «Al riguardo - si legge in una nota diffusa dai sindacti CGIL, CISL, Asso Imprese e USB - non siamo mai stati convocati. E’ inaudito l’atteggiamento del Comune. Si sta mettendo a repentaglio non solo il futuro dei lavoratori - proseguono i rapprenatnti sindacali -, ma lo si fa anche con modalità non “trasparenti”. Infatti, le forze sociali ed imprenditoriali non sono state convocate ed, allo stesso tempo, le determinazioni non sono state derubricate all’indice generale. E’ attraverso la privatizzazione e senza la concertazione con le forze sociali che il sindaco di Torre Annunziata si preoccupa di tutelare il futuro della Oplonti Multiservizi, così come ha affermato qualche giorno fa sulla stampa? E soprattutto, nel momento in cui si affronta la cessazione dell’attività, con quali risorse si pagherà il legittimo TFR ai lavoratori che per anni hanno lavorato nell’azienda? Domande legittime ed importanti - continua ilm comunicato - che necessitano di un confronto che le organizzazioni sindacali ed imprenditoriali chiedono urgentemente al sindaco di Torre Annunziata per tutelare gli interessi ed i diritti dei lavoratori e per garantire servizi efficienti ai cittadini. Se non verremo ascoltati - concludono i sindacati - metteremo in campo tutte le iniziative necessarie di lotta».