A cura della Redazione
«No a demagogie sullo Spolettificio». Replica di Gagliardi a Orgoglio e Dignità «Alcuni politici farebbero meglio a tenere la bocca chiusa, visto che non sanno neppure di cosa parlano». E’ l’affermazione di Antonio Gagliardi, candidato sindaco del Nuovo Centrosinistra a Torre Annunziata. La polemica nasce dal manifesto affisso dal movimento politico Orgoglio e Dignità, a firma dell’assessore Aldo Tolino e del consigliere comunale Raffaele Izzo, dal titolo “Lo Spolettificio è diventato uno scasso a cielo aperto”. «A pochi metri dal sito UNESCO di Oplontis - si legge nel manifesto - vengono demoliti automezzi dismessi dall’Esercito italiano, provenienti anche da zone di guerra e venuti a contatto con sostanze non precisate o contrassegnate dalla dicitura “decontaminati”. Da cosa? Torre non è la pattumiera d’Italia - scrivono ancora gli esponenti di Orgoglio e Dignità -. Non certamente erano queste le iniziative di Governo nazionale e Regione che ci aspettavamo per il rilancio industriale ed il mantenimento dei livelli occupazionali dello Spolettificio». Orgoglio e Dignità annuncia, poi, una raccolta di firme affinché «alla nostra città vengano restituiti rispetto, dignità e lavoro». «E’ sorprendente come amministratori della città - riprende Gagliardi, tra l’altro dipendente dello Spolettificio - siano così poco e male informati su questioni che attengono ad una realtà produttiva che occupa 190 lavoratori. E’ bene subito chiarire una cosa: sugli automezzi militari ci sono cartelli con la scritta “bonificato” e non “decontaminato”. Il termine bonificato sta ad indicare che gli automezzi sono stati messi in sicurezza, ossia sono privi di liquidi (olii, gasolio) e di batteria. E poi da chi hanno saputo che gli automezzi provengono da zone di guerra? Si tratta, invece, di normali veicoli dismessi dai carabinieri o dall’Esercito, mai impegnati in territori oggetto di attività belliche». Ma la polemica non riguarda solo il tipo di attività che attualmente si sta svolgendo all’interno dello storico stabilimento militare, ma anche il futuro stesso dello Spolettificio. «Da poco meno di un anno - continua Gagliardi - è stata completamente dismessa la storica produzione delle bombe a mano. Se l’attuale direttore, colonnello Andrea Volpe, unitamente all’Agenzia Industrie Difesa, non avesse dato luogo a questo tipo di riconversione, l’opificio torrese avrebbe avuto vita breve. Certo, permangono ancora degli interrogativi sulle prospettive future di questa iniziativa, ma l’importante era non interrompere l’attività produttiva». Nel manifesto si parla anche di dare un indirizzo diverso allo Spolettificio, trasformandolo in area museale e turistica. «Anche queste argomentazioni sono demagogiche - continua Gagliardi -. Se si approfondisse di più la conoscenza, si saprebbe che già l’area storica dello stabilimento, la Real Fabbrica d’Armi, è interessata da un progetto di riqualificazione ad opera dell’Università Federico II di Napoli. I principi guida del progetto riguarderanno la tutela del sito, con interventi di carattere conservativo dei corpi di fabbrica. Al suo interno troveranno posto le sedi di UNESCO, Fondazione onlus RAS, LUPT (Laboratorio di urbanistica di pianificazione territoriale), Soprintendenza Regionale e Archeologica, oltre ad una biblioteca con la documentazione del sito, aule e sale conferenze, spazi espositivi, uffici e servizi di accoglienza e ristoro, ecc.. Ma la vera novità del progetto - afferma ancora Gagliardi - sarà la continuazione degli scavi all’interno dell’area industriale dello Spolettificio. Questo vuol dire che lo stabilimento militare dovrà cedere una parte dei suoi capannoni, quelli prospicienti via Sepolcri. La proposta progettuale, infatti, prevede la coesistenza dell’archeologia classica di Oplontis con quella industriale dello stabilimento militare. Quindi sarà contemplata la salvaguardia degli attuali posti di lavoro e, allo stesso tempo, saranno gettate le basi per uno sviluppo turistico-culturale dell’area. E non dimentichiamo che così lo Spolettificio potrà garantire il mantenimento dei posti di lavoro anche alle future generazioni. All’amico Tolino - conclude il candidato sindaco del Nuovo Centrosinistra - consiglio di scegliere altre argomentazioni per impostare la sua campagna elettorale, vista la sua scarsa conoscenza della materia». ENZA PERNA Da TorreSette del 9 marzo 2012