A cura della Redazione
Cava Sari, autorizzati a sversare solo quattro comuni vesuviani L´odissea di Cava Sari sembra volgere al termine. Dopo un sopralluogo presso la discarica, a cui hanno preso parte i comitati in lotta per la salvaguardia del territorio, si è appurato che da giorni l´impianto riceve i flussi di soli quattro Comuni e non più diciannove, come sanciva il Decreto redatto nel 2010 per far fronte alla carente e pericolosa situazione sanitaria che si era creata nei territori posti nelle vicinanze dello sversatoio. Dopo un´interpellanza delle parti in lotta rivolta alla SAP.NA, l´organo che di fatto gestisce la discarica, è stato dichiarato che i comuni attualmente autorizzati allo sversamento sono Boscotrecase, Boscoreale, Terzigno e Trecase, per un totale di circa 40 tonnellate giornaliere. Gli altri comuni sono stati dirottati presso gli altri STIR della provincia. In merito a ciò non è mancata la polemica sollevata dalle "Mamme Vulcaniche", che hanno espresso la loro contrarietà all´operazione che di fatto allungherebbe la vita dell´impianto. I responsabili, replicando a quanto asserito dalle famigerate e instancabili donne, hanno dichiarato che il termine massimo per la saturazione dello sversatotio del Parco è fissato entro due mesi, poi lo stop e le operazioni di messa in sicurezza. Inoltre, il direttore dell´impianto, Giovanni Perillo, in merito al dirottamento dei flussi, ha dichiarato che l´operazione è stata necessaria per permettere alcuni lavori di stabilità del panettone che è stato realizzato. Quindi, la situazione è definibile temporanea, poi tutto ritornerà come prima fino alla saturazione dell´ex cava. Franco Matrone, della Rete dei Comitati, incalzando i tecnici, chiede il perché tale manovra non sia stata divulgata dai Comuni ai comitati che si battono per la chiusura della discarica. E tra le polemiche di questi giorni, si attendono i risultati dell´udienza presso il TAR in merito al ricorso contro l´allargamento della discarica voluto dalla Regione Campania, presentato dalle avvocatesse Maria Rosaria Esposito e Mariella Stanziano, incaricate di sguire il caso dal Comune di Terzigno. VINCENZO MARASCO