A cura della Redazione
"Educare alla legalità", incontro-dibattito al Liceo Artistico "de Chirico" Sabato 25 febbraio, alle ore 11,30, si svolgerà presso il Liceo Artistico "de Chirico" di Torre Annunziata l´incontro-dibattito "Educare alla legalità", promosso dall´istituto scolastico oplontino diretto dal prof. Felicio Izzo (foto). Di seguito, pubblichiamo il comunicato inerente l´inziativa. Sempre difficile parlare ai giovani di legalità, di rispetto delle regole, dei principi costitutivi di una società civile. Tanto più a latitudini come le nostre, dove spesso la regola è avvertita quasi come imposizione, una sorta di limite ad un malinteso, e sempre debordante, senso di libertà personale; dove la legge, nel suo complesso, è come sopportata, tollerata. Difficile, certo, ma necessario! Un impegno assolutamente imprescindibile per ogni istituzione scolastica e, nello specifico, per il Liceo Artistico “G. de Chirico”, esempio di scuola profondamente radicata e fervidamente attiva sul territorio, sempre pronta ad attivare circuiti proficui e sinergici con l’ambiente di riferimento, in un discorso educativo e culturale permanente e a largo raggio. In tale spirito d’intenti si inscrive l’incontro-dibattito con Catello Maresca, il PM della DDA di Napoli, recente protagonista dell’arresto di Michele Zagaria, l’ultimo dei Casalesi, e gli avvocati Gennaro Torrese, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata e Michele Riggi, brillante penalista oplontino e solerte e puntuale promotore dell’evento. Quello di sabato 25 febbraio, tuttavia, è solo l’ultimo tratto, in ordine cronologico, di un “percorso di legalità”, intrapreso già da qualche anno dal Liceo “de Chirico” e che ha visto protagonisti personaggi quali padre Alex Zanotelli, il regista Giuseppe Ferrara, don Tonino Palmese, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, il procuratore Diego Marmo, il maggiore dei carabinieri Luca Toti, il magistrato Raffaele Cantone. Una scelta “operativa” non episodica o casuale, ma dettata dalla consapevolezza che la legalità sia un valore che non si improvvisa, quanto, piuttosto, il risultato di un lungo processo educativo che trova nell’esempio da emulare, nella testimonianza che scuote le coscienze il suo strumento pedagogico più adatto. Un itinerario, quello del “verbo” che si fa persona, dell’insegnamento come modello esemplare di vita capace di trasformare, nelle menti dei giovani, le “impressioni” e le suggestioni della momentanea fascinazione in concetti, in principi ispiratori in grado di indirizzare il quotidiano, la vera dimensione della legalità, eroica proprio nel suo essere accessibile a tutti e per tutti praticabile. Un’ulteriore conferma dell’assoluta importanza della scuola come agenzia formativa e della sua mission, quando si configura come “comunità morale”, dove i valori, quelli autentici, non vengono ridotti a pretestuose e formalistiche proclamazioni d’intenti, occasione per progetti sterili, buoni solo per essere riportati sulle brochure pubblicitarie, ma sanno tradursi in norme comportamentali capaci di assicurare, semplicemente, quella normalità di vita che, dalle nostre parti, sembra di così difficile conquista.