A cura della Redazione
Cava Sari, il TAR accoglie il ricorso contro il Ministero dell´Ambiente Cava Sari, finalmente è arrivata la sentenza del TAR Campania. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da Legambiente Campania Onlus contro la gestione della discarica, e il Ministeri dell’Ambiente . I querelanti, Legambiente Onlus Campania, rappresentata dall´avvocato Michele Buonomo, e una cittadina, Annamaria Sannino residente in Boscoreale, difesa dai legali Aldo Avvisati e Francesco sorrentino, avevano presentato una denuncia di danno ambientale l’11 febbraio 2011, con la quale veniva contestata la grave situazione di inquinamento dei luoghi posti nelle vicinanze dello sversatoio del Parco Nazionale del Vesuvio, e la compromissione delle falde acquifere in un raggio di circa 5 chilometri. Inoltre, i querelanti, hanno evidenziato nella loro denuncia il grave stato di disagio comportato dalle ripercussioni della discarica sui territori limitrofi che hanno intaccato in particolar modo la salubrità dei luoghi. I ricorrenti avevano chiesto un intervento urgente da parte del Ministero citato in giudizio, per una cessazione immediata di tutte le attività connesse alla discarica, per la messa in sicurezza dei luoghi e il ripristino dello stato ambientale nell’intera area. L’avvocato Aldo Avvisati non avendo avuto nessuna risposta in merito alla denuncia, è stato, quindi, costretto a ricorrere al Tribunale Amministrativo Campano per impugnare il "silenzio" del Dicastero. Con la sentenza dell´8 febbraio 2012, finalmente è giunto il giusto verdetto che spezza una prima lancia a favore dei cittadini in lotta contro la discarica, e dell’intero territorio così tremendamente danneggiato sul piano ambientale ed economico. In caso di ulteriore decisione non collaborativa da parte del Ministero, al quale il TAR ha concesso 90 giorni per l’attuazione delle misure necessarie per fronteggiare la situazione. Lo stesso TAR, inoltre, ha nominato da subito il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, "con facoltà di delega ad un Capo dipartimento della Presidenza medesima", si legge nella sentenza, quale commissario ad acta perché possa provvedere nel caso di ulteriore inadempienza del Ministero in causa. "Rimane, in questa vicenda, l’amaro in bocca - afferma l´avvocato Avvisati - a chi deve constatare che il Ministero dell’Ambiente, adito in data 11 febbraio 2011 dai ricorrenti, all’epoca fiduciosi, come massima Autorità nel campo ambientale, affinché si facesse carico, in via istituzionale della drammatica e pericolosa vicenda che stava e stanno vivendo da anni territorio e popolazioni, ha pensato bene di lavarsene le mani e denegare ogni risposta dovuta. C’è voluto un anno di schermaglie nelle aule giudiziarie (dove il Ministero ha cercato di continuare a sottrarsi al proprio ruolo) - prosegue Avvisati - per vedere pronunciare dal TAR una sentenza che obbliga l’Autorità a portare a compimento il procedimento amministrativo attivato a mezzo di un provvedimento definitivo. Vi è da augurarsi, questa volta, che il Ministro competente voglia far svolgere il ruolo agli uffici competenti con tutta scienza e coscienza, ponendosi non come chi è il contraddittore nella vicenda dei cittadini, bensì come l’Autorità pronta ad ascoltare le richieste dei cittadini e, se del caso, - conclude il legale - intervenire con tutti i mezzi ed i modi per il ripristino della legalità e la tutela dei territori e della salute". VINCENZO MARASCO