A cura della Redazione
Salvatore Cimmino ricorda Paolo Borrelli: «Grazie, fratello mio» Pubblichiamo la lettera che Salvatore Cimmino (nella foto), nuotatore torrese disabile, protagonista di tante avventure nei mari del globo, ha indirizzato al suo e nostro amico Paolo Borrelli, scomparso all´età di 57 anni lo scorso 31 gennaio. Caro Paolo, ti scrivo come se fossi ancora tra noi, non riesco a convincermi che ci hai lasciato. Quando un amico ci lascia, fin da subito percepiamo dentro di noi un vuoto incolmabile. Poi, con il passare dei giorni, nella nostra mente si affollano i ricordi delle esperienze condivise. E quel vuoto, che prima ci sembrava impossibile da colmare, si riempie rendendo meno doloroso il distacco. È sempre difficile scrivere qualcosa per ricordare un amico che non c’è più. Ancor più difficile è per me, oggi, dedicare qualche riga al mio amico Paolo che se n’è andato in silenzio, lui che ha riempito di parole, dette a voce e scritte, la mia vita negli ultimi sei anni. Sapessi quante volte leggendo i tuoi appassionati articoli, pieni di entusiasmo, mi appariva il tuo sguardo gioioso e fraterno, come se avessi nuotato insieme a me, il tuo sorriso sotto i baffi, quanto mi dilettavano e mi incoraggiavano le tue parole. Parlare degnamente di un amico scomparso non è facile, perché le parole non sono all´altezza, ne riescono ad esprimere pienamente il sentimento e la commozione interiore. Eri davvero un signore, un uomo, prima che un giornalista, pieno di dignità e umiltà, sempre disponibile ad aiutare il prossimo. Ma tutti noi sappiamo che per sollevarci dalle nostre miserie dobbiamo imparare da chi più di noi ha sofferto e più di noi ha donato, dobbiamo cercare di conservare nei nostri cuori il ricordo della testimonianza cristiana e umana, di dedizione al dovere e di impegno civile, che ci ha dato il nostro amico e fratello Paolo Borrelli. Grazie della compagnia che mi hai fatto nei più svariati momenti della mia vita, grazie del sostegno e del coraggio che mi hai profuso, e poi grazie di avermi dato lezione di dignità e orgoglio. Con affetto Salvatore Cimmino