A cura della Redazione
Il futuro dello Spolettificio e le preoccupazioni dei sindacati "Lo Spolettificio di Torre Annunziata risorsa occupazione per le nuove generazioni". E´ quanto affermano in una nota i rappresenanti sindacali CISL Cosmo Guastadisegni (segretario della Struttura Aziendale Sindacale CISL), e Matteo Vitagliano (responsabile CISL per l´area torrese-stabiese). Martedì 17 gennaio si è svolta um´audizione presso la Commissione regionale delle Attività Produttive alla quale hanno rpeso parte, tra gli altri, anche l´assessore regionale Severino Nappi. I dipendenti dello storico stabilimento militare di Torre Annunziata nutrono forti preoccupazioni relative al futuro dell´opificio, derivanti dal decreto legge n. 215/2011 che, all´art. 5 prevede la “liquidazione” di quelle Unità produttive dell’Agenzia Industrie Difesa che non conseguiranno l’economica gestione entro l’anno 2014. "La CISL dello Spolettificio - fa presente Guastadisegni -, con grande senso di responsabilità, a seguito della notevole riduzione delle tradizionali attività istituzionali (lavorazione bombe a mano, spolette, controllo di efficienza, analisi di laboratorio ecc.), ha accettato il transito del personale dipendente, nell’anno 2002, dal Ministero della Difesa, nei ruoli dell´Agenzia Industrie Difesa. Soggetto, quest´ultimo, ritenuto allora, ed ancora oggi, unico strumento valido per rilanciare e rendere competitiva l´Unità produttiva di Torre Annunziata, attraverso la ricerca di nuove commesse e nuove opportunità lavorative. Il progetto di riconversione per lo Spolettificio - prosegue l´esponente sindacale -, è quello della valorizzazione dei veicoli ruotati e cingolati dismessi dalle forze armate. la Direzione dell’Ente, mediante cospicui investimenti e con la disponibilità delle rappresentanze sindacali ma, in particolar modo, del personale dipendente (tutti lavoratori ultra-cinquantenni), sta affrontando il nuovo progetto di riconversione con uno spirito positivo e capacità organizzativa. E’ già stata celermente avviata la prima fase progettuale mediante la realizzazione di tutte quelle opere infrastrutturali/impiantistiche indispensabili nei vari settori del ramo automobilistico quali: Meccanica, Elettrauto, Gommista, Linee Revisione, Carrozzeria, Tappezzeria, Trattamenti Superficiali, acquisendo tutte le attrezzature (più avanzate) nel campo, necessarie allo scopo. Tuttavia - afferma ancora Guastadisegni - permangono alcune perplessità su vari aspetti del progetto: vengono acquisite dall’Ente anche autovetture che risultano fuori produzione da parte delle case costruttrici e di nessun interesse commerciale sia per la riparazione che per la vendita delle stesse non avendo, ormai, alcun valore apprezzabile sul mercato; nelle condizioni e caratteristiche in cui si trovano sono solo da avviare alla rottamazione con un ricavo che riesce a coprire (a mala pena) i soli costi di acquisizione dei mezzi, lasciando del tutto scoperto i costi del personale, le spese di gestione dell’Ente e le quote degli investimenti effettuati… è facile dedurre che tale attività non consentirà mai il raggiungimento dell’economica gestione! Il Piano Industriale 2012/2014 prevede sostanzialmente, inoltre, un inserimento dello Spolettificio nel mercato automobilistico dell’usato e quindi obbligatoriamente un confronto con soggetti già insediati nel settore con lunga esperienza". La CISL si chiede “se è vero che, nei piani regionali, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia sono state individuate come aree sperimentali per investimenti tesi all’occupazione, quale migliore occasione per aprire un tavolo di confronto presso lo Stato al fine di recuperare, almeno in parte, le scelte delle politiche sbagliate dei governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni. E’ stato chiesto (ed acconsentito dalla Commissione Consiliare Permanente della Regione Campania) - prosegue la nota CISL -, che insieme alle OO.SS. Confederali Campania e Nazionali di Categoria, vengano attivati, quanto prima, incontri istituzionali, con i vertici dell’A.I.D. e del Ministero della Difesa, tesi a definire prospettive certe di lavoro in modo tale che siano affidate, esclusivamente, all’Unità produttiva di Torre Annunziata le attività istituzionali del Ministero della Difesa; l’incarico di revisione, manutenzione/riparazione e di tutti quei servizi necessari ai mezzi militari marcianti nella nostra Regione; e che vi siano ulteriori opportunità lavorative". Sulla stessa posizione, anche la CGIL FP che, tramite il suo rappresentante, Corrado Manzo, ha evidenziato forti preoccupazioni a riguardo del destino produttivo dello stabilimento, alla luce della normativa vigente, inerente il raggiungimento del pareggio di bilancio entro il 2014. "Viceversa ci sarà la chiusura dell’Ente - sottolinea Manzo -, con attivazione delle procedure di mobilità e conseguenti ripercussioni sulla economia del territorio". Nel corso dell´audizione è stata accettata la richiesta della CGIL di istituire un tavolo permanente, attraverso l’intervento delle istituzioni regionali, per monitorare l’evolversi della fase progettuale e della sua concreta realizzazione, considerato le notevoli risorse pubbliche impiegate, e ricercare soluzioni normative e contrattuali, per tutelare e garantire i livelli occupazionali. "In data 18 gennaio - dichiara Manzo - la Commissione regionale Lavoro, come da impegno assunto, ha inoltrato una richiesta presso il Ministero della Difesa, per definire l’insediamento del tavolo suddetto. Alla luce di quanto emerso dal dibattito, la CGIL FP unitamente ai membri della RSU, si fa carico di assumere ulteriori iniziative tese alla tutela dei livelli occupazionali, e di una economia, quella torrese, già notevolmente depressa".