A cura della Redazione
E´ scomparso "Ninuccio ´o semmendar", ambulante storico di Torre Annunziata Nei giorni scorsi è venuto a mancare Carmine Sorrentino, 83 anni, conosciuto da tutti come "Ninuccio ´o semmendar", figura storica di Torre Annunziata, l´arzillo vecchietto che stazionava con il suo Apecar (tempo addietro spingeva un carretto) lungo via De Simone a vendere lupini, sementi, noccioline, pistacchi, fave insieme con dischi e cassette musicali. Rappresentava una tradizione per la città, soprattutto per i meno giovani che rivedevano in lui la loro giovinezza. Quando ho saputo della sua morte, mi è venuto un tonfo al cuore. Un´altra parte di Torre, quella più colorita e genuina, ci aveva lasciato. Mi rimangono impresse nella mente le note di una canzone che lui adorava: "Lusingame" di Sergio Bruni. L´ascoltavo da lontano, tanto alto era il volume del suo "stereo". Quelle note che diffondevano gioia ed ottimismo, ora ci mancheranno. Come ci mancherà la figura di quell´omino dai capelli bianchi, simbolo di una Torre di altri tempi. (a.g.) Questa è una di quelle storie che purtroppo non sentirete mai alla televisione. Questo vecchietto nella foto è mio Nonno, ed è un eroe. Per sessant´anni ha lavorato, senza contare un´infanzia difficile a causa della guerra. Ha patito la fame, la sete, la miseria che in quegli anni a Torre Annunziata era come la "peste" ai tempi dell´Egitto. Era un uomo forte e al contempo allegro, ispiriva serenità a noi tutti e alla gente, a tutta la città di Torre Annunziata, che lo ha amato e voluto bene fino alla fine. È stato un venditore ambulante storico, portava il sorriso alle persone con la Musica, era innamorato della canzone Napoletana e del Cinema. Il 23 ottobre scorso, dopo che da circa una decina di giorni aveva deciso di lasciare il lavoro, che era la sua vita, si recò da un suo amico per andare a prendere un film in dvd da poter vedere, probabilmente un "far west": ne andava matto! Ma quella mattina, la sorte decise di "premiarlo" per tutto quanto il bene aveva fatto! Fu investito da una moto che andava ad una certa velocità. Ha sofferto in un letto tra vari ospedali per due mesi, e la notte del 22 dicembre scorso ci ha lasciati! Io non dispero per questo, sono un credente praticante, so bene che la morte è la penultima tappa della nostra esistenza. Tuttavia, è il modo con cui ci ha lasciati che deve far riflettere. Poteva vivere, era un uomo fortissimo! Ma non gli è stato concesso! Però voglio che la gente sappia, che esistono ancora gli eroi della vita. Era padre di 11 figli aveva 34 nipoti e 38 pronipoti. Era la colonna della famiglia e anche della città, esercitava il suo adorato mestiere alle porte della Basilica Madre di Torre Annunziata, dedicata alla cara Madonna della Neve, di cui era devoto. La sua vita è stata dedicata al lavoro, ai figli e ai nipoti! Amava Sergio Bruni e i classici del cinema. Mi ha insegnato molte cose, pur senza parlarmene mai esplicitamente. È stato un grandissimo esempio di ONESTA´! Lo ricorderò sempre per questo. Oggi l´onestà è un valore in via d´estinzione, l´umiltà della vita, l´allegria... Lui era felice nella miseria... Nelle situazioni più critiche non si abbatteva mai! E non ha mai desiderato niente! Si accontentava e valorizzava quello che aveva. Non ho parole per descriverlo ulteriormente. È semplicemente mio Nonno. Che possa ora guardarci dalla Gerusalemme Celeste, che innalzi all´Altissimo preghiere per tutti noi. E soprattutto per me che ne ho bisogno. Giuseppe Lubrino