A cura della Redazione
La denuncia del sindacato SILP: «Commissariato, condizioni disastrose» Il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Torre Annunziata versa in “disastrose condizioni logistiche”. E’ l’allarme lanciato da Tommaso Delli Paoli, segretario generale del sindacato SILP per la CGIL che, in una lettera inviata al sindaco Giosuè Starita, pone l’accento sulle problematiche dei lavoratori di polizia in forza presso la sede di corso Umberto I. “Il SILP - si legge -, uno dei sindacati maggiormente rappresentativi della Polizia di Stato, la rende partecipe del grave disagio in cui sono costretti a vivere e lavorare gli operatori in servizio presso il Commissariato di Polizia oplontino”. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano “l’inidonea ubicazione dell’ufficio, che non può coesistere con un privato condominio, senza un’uscita di sicurezza che mette in serio pericolo sia la vita degli operatori che degli stessi condomini che lì abitano”. A tal riguardo, il sindacato cita l’episodio di un incendio di un’autovettura parcheggiata proprio nel viale d’ingresso del Commissariato, e “solo per miracolo e spirito di sacrificio del personale in servizio si evitarono danni peggiori a cose o persone”. A destare preoccupazione è anche l’assenza di telecamere per la videosorveglianza e la presenza di finestre rotte e prive di inferriate, “cosa che espone il Commissariato a rischio sicurezza, in quanto qualche malintenzionato (specie nelle ore notturne) può indisturbato e senza la possibilità di essere notato, penetrarvi all’interno”. Il SILP denuncia, poi, l’insalubrità e la precarietà strutturale degli uffici. “Gli ambienti sono sporchi e maleodoranti - scrive ancora Delli Paoli -. Le scrivanie risultano insufficienti e le sedie rotte, situazione questa che ci pone in estremo disagio e vergogna davanti ai cittadini che a noi si rivolgono. L’archivio atti è allocato nei locali sottostanti il livello stradale, per cui quando piove si allaga e diventa pressoché impraticabile, senza contare poi la presenza di indesiderati ratti. Parlare di sicurezza sui luoghi di lavoro è un eufemismo”. I lavoratori hanno attivato le procedure per i controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che potrebbero “portare ad una chiusura dell’ufficio”. Pertanto, il sindacato chiede al primo cittadino di “trovare una diversa allocazione dell’ufficio”, dichiarandosi disponibile a favorire “le procedure per eventuali contratti di affitto o di costruzione dell’opera. Siamo disposti a partecipare ad un Consiglio comunale per fare il punto sulla questione sicurezza”. “Signor sindaco - conclude la lettera - queste sono in estrema sintesi le condizioni in cui sono costretti a vivere e a lavorare i poliziotti in servizio presso il Commissariato di Torre Annunziata che, nonostante tutto e con non pochi sacrifici personali, continuano ad assicurare la sicurezza in un territorio martoriato dalla camorra”. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà, Andrea Fiorillo, che nell’ultimo Consiglio comunale ha presentato un’interrogazione. “il sindaco - dichiara Fiorillo - a più riprese ha affermato che il ripristino della legalità sul territorio e la lotta alla criminalità organizzata rappresentano una priorità del proprio mandato; più volte negli ultimi anni è stata annunciata, a mezzo stampa, la realizzazione, sinora non avvenuta, di progetti finalizzati alla ricollocazione in locali adeguati del Commissariato di P.S. “La sicurezza degli operatori della Polizia di Stato e degli abitanti del condominio privato, sito al Corso Umberto I, sono entrambi interessi assolutamente rilevanti da tutelare da parte dell’Amministrazione comunale - ha sottolineato Fiorillo -. Chiedo, pertanto, che sindaco e giunta convochino con urgenza un incontro con le rappresentanze sindacali dei lavoratori del Commissariato, e si rivolgano alle competenti Amministrazioni dello Stato per “ovviare ai problemi amministrativi e tecnici rilevati con l’individuazione di un’idonea collocazione per gli uffici del Commissariato P.S. di Torre Annunziata”. DOMENICO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 2 dicembre 2011)