A cura della Redazione
La prima edizione del "Premio Raffaele Pastore" con Giovanni Impastato Raffaele Pastore e Peppino Impastato. Due uomini, due simboli moderni della lotta alle Mafie, che hanno dato la vita per difendere il principio della legalità in due realtà fortemente inquinate dal potere malavitoso: la Campania e la Sicilia. Pastore (nella foto), imprenditore nel settore dei mangimi per animali, fu ucciso il 23 novembre 1996 da due sicari della camorra. Una spedizione di morte decretata a seguito della denuncia del commerciante torrese, avvenuta due anni prima, che si era rifiutato di pagare il pizzo ai clan. Impastato venne barbaramente massacrato il 9 maggio 1978. Legato ai binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, fu dilaniato da una carica di tritolo. Pagò a caro prezzo il suo impegno contro la Mafia e le denunce delle attività illecite del boss Gaetano Badalmenti, poi condannato all´ergastolo in qualità di mandante dell´omicidio. A quindici anni di distanza dall´assassinio di Raffele Pastore, l´Amministrazione comunale di Torre Annunziata ha istituito il "Premio Raffaele Pastore". L´iniziativa, dal titolo "Cento passi... in memoria di Raffaele Pastore" ha coinvolto anche l´associazione Libera e l´ALILACCO. Mercoledì 23 novembre, alle ore 10, al Liceo Pitagora di via Tagliamonte interverrà Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che incontrerà gli studenti dell´Istituto torrese. Nel pomeriggio, alle ore 17, a Palazzo Criscuolo si terrà la cerimonia di consegna del Premio.