A cura della Redazione
Il porto, una risorsa sprecata. Nuovi indizi di progetto C’era una volta il Piano regolatore portuale. Lo approvò il Consiglio comunale di Torre Annunziata nella seduta del 2 luglio 2002, ma la Regione Campania non l’ha mai preso in considerazione. Con il Piano, elaborato dall’ingegnere dell’Ufficio Tecnico Comunale, Vincenzo Di Giovanni, veniva ridisegnato completamente il porto di Torre Annunziata, con la creazione di quattro darsene. La prima, quella esistente, avrebbe dovuto comprendere una zona turistica per il traffico crocieristico e passeggeri, ed una zona commerciale. La seconda, di nuova realizzazione, doveva essere esclusivamente commerciale. La terza, da destinare alla pesca, mentre la quarta, circa 52 mila quadrati di specchio d’acqua, al diportismo. Il Piano prevedeva, inoltre, strutture di supporto a terra (oltre 20 mila metri quadrati), un punto di rifornimento per natanti e tre piste di atterraggio per elicotteri. Il molo di Ponente sarebbe stato allungato di oltre 200 metri. Il costo previsto per l’intera opera si aggirava sui 90 miliardi delle vecchie lire, con tempi di realizzazione di 10 anni. Nove di questi sono oramai trascorsi, ma le cose anziché andare per il meglio, sono perfino peggiorate! Il porto sta subendo progressivamente un processo di insabbiamento tale da limitare l’ingresso di navi di grande stazza, con una significativa riduzione del traffico commerciale. E per una città che ha un estremo bisogno di lavoro, lo scalo marittimo avrebbe potuto rappresentare il volàno per la rinascita economica di tutto il territorio. E invece... Ora l’argomento torna di attualità. La Regione ha chiesto al comune di Torre Annunziata un piano particolareggiato del porto per riprendere un discorso interrotto dieci anni fa ancora prima di iniziare. Nessuno più si illude, ma ciò è pur sempre un timido riavvicinamento tra le parti, Comune e Regione, per ricominciare a discutere di un’opera dal costo elevatissimo (con l’avvento dell’euro si parla di circa 100 milioni). L’ingegnere Di Giovanni ha ripreso in mano questa sua creatura, ha apportato i dovuti aggiustamenti adeguando il progetto alla situazione attuale, e ha consegnato la documentazione nelle mani dell’assessore Francesco Colletto affinché lo stesso la sottoponesse all’approvazione del Consiglio comunale. L’iter successivo sarebbe quello di indire una conferenza di servizi presso la Regione Campania con la presenza di tutti gli attori interessati (Soprintendenza, Regione, Autorità portuale, Ministero delle Infrastrutture, ecc.). Intanto, non si sa più nulla dell’accesso al finanziamento presso la Regione Campania di 5 milioni di euro per il rilancio della pesca a Torre Annunziata. I fondi erano “a sportello”, nel senso che chi presentava prima il progetto, avrebbe avuto maggiori chances per la sua approvazione. L’ingegnere Orrico, ex dirigente dell’UTC, in un’intervista rilasciata al nostro giornale alla fine del mese di luglio, si dimostrò preoccupato per l’eccessiva dilazione dei tempi, dovuta ad una querelle nata all’interno della giunta. Il sindaco Starita potrebbe farci sapere qualcosa di più? ANTONIO GAGLIARDI (dal settimanale TorreSette del 7 ottobre 2011)